Festival della Bellezza 2016

Verona 3/12 Giugno

Ven.3

Francesco De Gregori

21.30 – Teatro Romano

Francesco De Gregori

Serata

Amore e Furto tour 2016
(concerto)

“Fu l’ultimo idolo / perché fu il primo idolo”.
Omaggio da poeta a poeta, nell’ansia dell’influenza che alimenta l’ispirazione del canone della canzone d’autore. La traduzione come interpretazione, tributo, tradimento, condivisione, appropriazione debita, furtiva spontanea proliferazione.
Il modello è oggetto e soggetto della creazione ricreata dall’ammirazione, raggiungimento di un equilibrio armonico nel ricongiungimento di una folgorazione.
Desolation Row, Buonanotte fiorellino… Capolavoro su capolavoro, il repertorio scorre sul nastro dello spirito del tempo al ritmo di indelebili visioni.

Band:
Guido Guglielminetti (basso e contrabbasso), Paolo Giovenchi (chitarre), Lucio Bardi (chitarre), Alessandro Valle (pedal steel guitar e mandolino), Alessandro Arianti (hammond e piano), Stefano Parenti (batteria), Elena Cirillo (violino e cori), Giorgio Tebaldi (trombone), Giancarlo Romani (tromba), Stefano Ribeca (sax)

Platea (posto numerato): € 42 (più prevendita) – Gradinata: € 28 (più prevendita)

Bio

Considerato il “Principe” dei cantautori, per lo stile elevato, ricco di metafore, rimandi letterari e accostamenti enigmatici e inusuali, è autore di canzoni che sono tra le opere più note e di maggior valore della cultura italiana contemporanea, entrate nell’immaginario collettivo nazionale.
Appassionato di letteratura e musica, comincia a esibirsi diciottenne al locale Folkstudio, fucina di giovani cantautori tra cui l’amico Antonello Venditti con cui pubblica il suo primo album. L’esordio da solo è a ventidue anni, nel 1973, con l’album Alice non lo sa, di scarso riscontro commerciale iniziale (il singolo Alice arriva ultimo a “Un disco per l’estate”) ma di grande valenza artistica, con versi poetici e evocativi, immagini surreali e colte, sofisticate melodie.
Nel decennio successivo è autore di una sequenza di altri capolavori tra i più celebri della storia della canzone italiana, tra cui gli album Rimmel (1975), Bufalo Bill (1976), Viva l’Italia (1979), Titanic (1982). Nel 1978 si esibisce con Lucio Dalla allo Stadio Flaminio di Roma davanti a quarantamila spettatori, preludio alla tournée del 1979 Banana Republic che registra il tutto esaurito negli stadi e nei palasport, evento senza precedenti per la musica dal vivo in Italia da cui sono tratti un album doppio e un film.
Divenuto modello e simbolo del cantautore-poeta, prosegue la sua attività artistica con grande successo di pubblico e riconoscimenti della critica; per quattro volte tra il 1988 e il 2005 vince la Targa Tenco per il miglior album dell’anno. L’ultimo album, del 2015, è traduzione e interpretazione di capolavori di Bob Dylan.
Nel 1984 un asteroide viene denominato 6114 Dalla-Degregori.

Sab.4

Niccolò Ammaniti

21.30 – Teatro Romano

Niccolò Ammaniti

Serata

Io non ho paura

“Non ho doti, ho ossessioni”.
Biologo alieno con una lente sull’infanzia e l’altra sull’adolescenza, il binocolo mette a fuoco sensazioni innescando azioni.
Nuovo Neorealismo, echi di Dostoevskij, umorismo e intenerimento, improvvise allegrie nel dramma, introversione e incomprensione, comicità.
“Da bambino, alle feste di carnevale chiedevo a mia madre di mascherarmi da morto. Lei mi domandava: come ci si veste da morto? E io: che ne so. Alla fine mi metteva delle giacchette. Poi io arrivavo alla festa, mi adagiavo da una parte, e incrociavo le braccia”.
Siede all’angolo, nel mestiere di guardarsi intorno.
“La scrittura è una vita in prestito”.

Dialoga: 
Gaia Guarienti

Ingresso: € 8

Bio

Sensibile e immaginifico, ironico e tenebroso, è lo scrittore di maggior successo della sua generazione.
Studente di Scienze biologiche scrive il suo primo romanzo, Branchie, una storia surreale e avventurosa, da cui viene tratto un film. La sua seconda opera è un saggio, pubblicato con il padre psichiatra, Nel nome del figlio. Trentenne è tra gli autori della nota antologia di racconti Gioventù cannibale, da cui l’espressione “cannibali” per definire una nuova generazione di scrittori, e pubblica la raccolta Fango, con il racconto L’ultimo capodanno dell’umanità, da cui Marco Risi trae il film L’ultimo capodanno, con la sua collaborazione alla sceneggiatura.
I romanzi che seguono sono quelli del grande successo: Ti prendo e ti porto via, appassionante vicenda di drammi e intensi sodalizi, e Io non ho paura, Premio Viareggio, soggetto del celebre film omonimo di Gabriele Salvatores, con sua sceneggiatura e Diego Abatantuono come protagonista.
Seguono Come Dio comanda, Premio Strega, trasposto al cinema ancora da Salvatores con la sua sceneggiatura, Che la festa cominci, paradossale e grottesco, e Io e te, che ispira un altro maestro del cinema, Bernardo Bertolucci, che si avvale della sua sceneggiatura.
Del 2012 è la raccolta di racconti Il momento è delicato e nel 2015 pubblica Anna, avvincente romanzo fantascientifico di coraggio e passione in un mondo senza adulti.
Nel 2014 è uscito in dvd per Feltrinelli The Good Life, il suo primo documentario da regista.

Dom.5

Federico Buffa

18.30 – Giardino Giusti

Federico Buffa

Serata

Olympia ’36

Il ritorno degli dei, in un cielo controverso.
Una colossale recita ellenistica, da Atene a Berlino.
Scenografia dell’architetto del diavolo, Albert Speer, regia dell’angelo del Terzo Reich, Leni Riefenstahl.
“Sullo stadio era sceso un silenzio d’oltretomba…”.
I prodigi del lampo d’ebano d’Alabama, il sodalizio col rivale, l’umiliazione dell’eroe al ritorno nell’America ingrata.
I riflettori di Albert tutt’intorno allo stadio, una cupola di luce nel cielo, l’inno di Richard Strauss.
La fiamma olimpica si illumina d’immenso e poco a poco si spegne, si disperde verso foschi presagi la prestanza d’una gioventù bruciata.
Nella prospettiva del tempo, il primato è secondario, il record è superato.
Titoli di coda, il capolavoro di Leni: Olympia – Festa di popoli; Olympia – Festa di bellezza.

Contrappunto musicale:
Alessandro Nidi – pianoforte

Dialoga:
Alcide Marchioro

Ingresso: € 8

Bio

Considerato il miglior storyteller di vicende sportive intrecciate alla storia, dallo stile avvolgente ed evocativo, è per Aldo Grasso “narratore straordinario, capace di fare vera cultura, cioè di stabilire collegamenti, creare connessioni, aprire digressioni”.
Dopo aver studiato sociologia alla Summer Session di UCLA, si laurea in giurisprudenza e diviene giornalista, commentatore di culto del basket su riviste, radio e tv, a partire ventenne dalla collaborazione con Aldo Giordani fino alle telecronache su Sky in coppia con Flavio Tranquillo.
Nel 2014 è autore e conduttore del programma “Storie Mondiali”, dieci episodi su vicende storiche dei Mondiali di calcio. Dopo il successo di quel programma, conduce la trasmissione antologica “Storie di Campioni”, ritratti di fuoriclasse raccontati on the road nei contesti che li hanno visti crescere ed affermarsi, campioni che hanno fatto epoca come Alfredo Di Stefano, Ferenc Puskás, Gianni Rivera, George Best, Johan Cruijff, Michael Jordan, o personaggi sportivi legati alla storia come Arpad Weisz. Per la critica, con il suo stile porta in tv un nuovo genere, una letteratura sportiva sulle orme di Gianni Brera. Nel 2015 conduce su Sky Arte il documentario “Graffiti a New York”.
Dal 2015 è protagonista dello spettacolo teatrale “Le Olimpiadi del ‘36”, in cui mette in scena con grande pathos vicende emblematiche di uno snodo cruciale della storia.
Tra le sue pubblicazioni: Black Jesus e il romanzo L’ultima estate a Berlino.

Philippe Daverio

21.30 – Teatro Romano

Philippe Daverio

Serata

Leonardo, l’anarchico misterioso

“Veramente mirabile e celeste fu Lionardo”.
Narcisista, individualista, generoso, orgoglioso, curioso, raffinato, scettico, cosmopolita, sperimentatore, insofferente alle regole. Artista, scienziato, letterato, musico e ingegnere, anatomista e scenografo, grand’inventore.
Anarchico nell’intimo, esoterico per necessità e per gusto, esploratore per inclinazione disegna le vie misteriose che dall’uomo conducono al cosmo e dal cosmo al mito, il suo, che ancora tutti incanta.
“No’ si volta chi a stella è fiso”.

Interventi musicali:
Stefano Benini – flauto
Diane Peters – arpa
Emanuela Perlini – clavicembalo

Ingresso: € 8

Bio

Istrionico, intuitivo, di grande cultura e personalità, è il più estroso e originale storico e critico d’arte, con una capacità di connessione tra i diversi ambiti culturali senza eguali nel panorama contemporaneo.
Nato a Mulhouse, in Alsazia, dopo aver conseguito il baccalaureato francese compie gli studi universitari alla Bocconi. Mercante d’arte, fonda e dirige importanti gallerie a Milano e New York ed è editore di libri di critica e documentazione artistica.
 Assessore alla cultura e alle relazioni internazionali del Comune di Milano dal 1993 al 1997 promuove mostre di grande successo.
Collaboratore di numerose riviste, direttore di Art e dossier, scrive per il Corriere della Sera e Il Sole 24 Ore. Tra le sue pubblicazioni: Arte stupefacente: da Dada alla Cracking art; Il design nato a Milano: storia di ragazzi di buona famiglia; Il secolo lungo della modernità; Guardar lontano Veder vicino; Il secolo spezzato delle avanguardie. Nel 2016 pubblica Il gioco della pittura. Storie, intrecci, invenzioni.
Dopo esser stato inviato della trasmissione Art’è e conduttore di Art.tu, per dieci anni su Rai3 è ideatore e conduttore della trasmissione Passepartout, brillante format di successo sull’arte, la storia e l’antropologia culturale. Nel 2011 ha condotto Emporio Daverio su Rai5, nel 2012 su Rai3 Il Capitale di Philippe Daverio.
Docente di Disegno Industriale all’università di Firenze, nel 2011 ha fondato il movimento d’opinione “Save Italy”, per sensibilizzare alla tutela del patrimonio culturale italiano. È direttore artistico del Museo del Duomo di Milano.

Lun.6

Alessandro Bergonzoni

21.30 – Teatro Romano

Alessandro Bergonzoni

Serata

Mai mera
(lectio magistralis sulla bellezza)

“Beltà abbagliante, anabbagliante o di posizione?
Energia dell’invisibile, che non può esser sola: niente avvenenza se qualcosa non avviene.
Un quantico delle creature, oltre lo strabismo delle veneri fino allo stranismo dei generi.
Beltà che uniscono mentre dividono, contemporaneamente, arte in contemporanea”.
Il funambolo dei calembour tende il filo dei doppi sensi sulla bellezza, forza parole con ironia sull’orlo delle accezioni.
Scava significati, sonda sinonimi, dribbla invocazioni di vocali e devia consonanti dissonanti.
Quando “la parola resiste all’assalto di qualsiasi idea”, un’idea qualsiasi può prendere senso da una proposizione disarticolata.
Mera sedizione o seduzione meritata? Mai dire mai a un’attrattiva maritata con lo humor.

Ingresso: € 12

Bio

Autore e attore di culto, è tra i più fantasiosi, originali e innovativi artisti di teatro.
Debutta con un suo testo, Scemeggiata, nel 1982 a ventiquattro anni, seguono Chi cabaret fa per tre e La regina del Nautilus. Già in questi primi spettacoli sviluppa le caratteristiche a lui peculiari: la capacità di giocare con il linguaggio per creare situazioni paradossali e l’assurdo come dimensione comica.
Il successo arriva nella seconda metà degli anni ’80 con la partecipazione al “Maurizio Costanzo Show”, in cui mostra un grande talento nell’improvvisazione, lo spettacolo Non è morto né Flic né Floc e il libro Le balene restino sedute, premiato miglior libro comico dell’anno, da cui trae uno spettacolo. Nei primi anni ’90 collabora con Radio 2, con cui vince il premio della critica per la migliore trasmissione comica, e con diverse testate, tra cui Repubblica, Corriere della Sera, Max, Panorama. Pubblica altri due libri, È già mercoledì e io no, e il romanzo Il grande Fermo e i suoi piccoli andirivieni; si susseguono gli spettacoli teatrali: Anghingò, La cucina nel frattempo, Zius, Madornale 33 (lo spettacolo più replicato) e Predisporsi al micidiale, con cui vince il Premio dell’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro.
Notevoli riscontri hanno anche i suoi spettacoli più recenti: Nel, del 2007, con il quale vince il Premio UBU come miglior attore, Urge, del 2010, divenuto anche film, e Nessi del 2014. Nel 2013 pubblica il suo primo libro di poesie, L’amorte.
Partecipa da anni al Festival della Filosofia con originali lectio magistralis. È anche un quotato artista, con mostre personali in sedi prestigiose, anche internazionali.
Sostiene da molti anni le iniziative della “Casa dei Risvegli – Luca De Nigris”, che si occupa di risveglio dal coma e riabilitazione, di cui è testimonial.

Mar.7

Massimo Cacciari

21.30 – Teatro Romano

Massimo Cacciari

Serata

Samuel Beckett. Dopo l’ultimo giorno

“L’agitarsi oceanico delle parole” si è riversato sulla grande scena dell’Ulysses.
Ora è possibile procedere solo ritirandosi, è l’età della risacca.
Si apre il sipario sul finale. Dopo l’ultimo giorno, sulla spiaggia giacciono relitti, frammenti di voci, tracce irriconoscibili e irrimediabili: da dove cominciare a finire?
La parola si fa strada a gomitate, arde, divampa, oppure sbiadisce fino all’esaurimento.
Affinità tra le maschere di Beckett, Giacometti, Buster Keaton.
La partita è finita e l’attesa inconclusa.
Si aspetta Godot.
Il dramma, travestito da comico per sottrarsi al ridicolo, approda al grottesco.
Il teatro dell’esistenza svela le sue nude quinte.

Danza:
Elisa Solieri

Letture: 
Marco Ongaro

Ingresso: € 8

Bio

Tra i più affascinanti e incisivi protagonisti del nostro dibattito pubblico, dimostra fin da giovanissimo una spiccata propensione per l’analisi filosofica.
 Ventenne, fonda un’importante rivista di estetica, Angelus Novus, a ventiquattro una di critica politica, Contropiano.
Negli anni settanta, trentenne, pubblica i suoi primi libri: Pensiero negativo e razionalizzazione, Metropolis, Oikos, Krisis, ed è protagonista del dibattito filosofico sulle principali riviste.
 Con le pubblicazioni successive – Dallo Steinhof, Icone della legge, Dell’Inizio, Geofilosofia dell’Europa, L’Arcipelago, Della cosa ultima, Hamletica – si consolida tra i più considerati e originali filosofi contemporanei in ambito internazionale.
Ha tenuto corsi e conferenze nelle più importanti sedi del dibattito filosofico; i suoi libri sono tradotti nelle principali lingue, alcuni pubblicati esclusivamente all’estero. Stretto collaboratore del Collège de Philosophie di Parigi, nel 1999 ha ricevuto il premio Hannah Arendt per la filosofia politica, nel 2002 quello dell’Accademia di Darmstadt per la diffusione della cultura tedesca, nel 2003 la laurea honoris causa in architettura dall’università di Genova, nel 2005 la Medalla de Oro del Circolo delle Belle Arti di Madrid.
Ha fondato la Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, di cui è stato preside e in cui è Ordinario di Estetica.
 È stato parlamentare italiano, europeo e sindaco di Venezia.
Tra le ultime pubblicazioni, Doppio ritratto. San Francesco in Dante e Giotto; Il potere che frena; Labirinto filosofico.

Mer.8

Sergej Krylov

18.30 – Giardino Giusti

Sergej Krylov

Serata

Mozart, Paganini, Beethoven, ribelli a corte
(dialogo-concerto)

L’enfant prodige dell’armonia conversa idealmente con lo stravagante del violino sotto il cipresso di Goethe; vicino ma intangibile, il passionario di Bonn medita solitario sulla supremazia estetica dell’arte: “non v’è regola che non si possa infrangere in favore del Bello”.
Irriverenti e assoluti, venerati e temuti, tre outsider al volger del secolo spalancano l’arte dei suoni sull’età romantica, che esalta lo spirito nobile e l’audacia. Il virtuoso che non ripete rivela l’inarrivabile, il genio ne traduce l’enigma: la natura s’intona all’estro e al prodigio.

W.A. Mozart – Sonata in mi minore K 304
N. Paganini – selezione dai Capricci
L. van Beethoven – I° tempo della Sonata La Primavera

Interpreti:
Sergej Krylov – violino
Edoardo Strabbioli – pianoforte

Dialoga:
Alessandra Zecchini

Ingresso: € 8

Bio

“Uno dei più grandi talenti del nostro tempo”, come è stato definito dal grande violoncellista e direttore d’orchestra Mstislav Rostropovich.
Nato a Mosca in una famiglia di musicisti, ha iniziato lo studio del violino a cinque anni e giovanissimo ha vinto importanti concorsi internazionali, tra cui il Fritz Kreisler di Vienna. Affermatosi tra i massimi violinisti della sua generazione, è ospite delle principali sale da concerto e collabora con prestigiose orchestre quali London Philharmonic, Staatskapelle di Dresda, Filarmonica di San Pietroburgo, Accademia di Santa Cecilia, Atlanta Symphony Orchestra, NHK Symphony Tokyo. Negli anni ha consolidato rapporti artistici con alcuni tra i maggiori direttori d’orchestra, tra cui Valery Gergiev, Andrey Boreyko, Dmitri Kitajenko, Mikhail Pletnev, Vladimir Jurowski, Yuri Temirkanov, Vladimir Ashkenazy. Nel repertorio della musica da camera suona con partner di grande rilievo come Yuri Bashmet, Denis Matsuev, Itamar Golan, Lilya Zilberstein, Maxim Rysanov ed Elina Garanča.
Tra i recenti successi, i concerti al Teatro alla Scala di Milano, alla Konzerthaus di Vienna, alla Music Hall di Cincinnati.
Dal 2009 è Direttore Musicale della Lithuanian Chamber Orchestra.
La sua discografia include registrazioni per EMI. È in uscita per Deutsche Grammophon il disco di concerti di Vivaldi con la Lithuanian Chamber Orchestra.

Fabrizio Gifuni

21.30 – Teatro Romano

Fabrizio Gifuni

Serata

Lo Straniero di Camus
(spettacolo teatrale)

“Capii che avevo distrutto l’equilibrio del giorno”.
Quattro colpi secchi bussano alla porta della sventura.
Un attimo estraniato, ricongiunto all’insanabile apatia del mondo. Una sensibilità dispersa nei flutti regolari, inalterabili del tempo.
Atteggiamento che disorienta: l’assurdo di una lucida coscienza. Introspezione che infrange la convenienza della consuetudine, senza ritorno.
Lo scrittore scova l’alieno tra noi: l’attore, l’uomo.

Suoni: G.U.P Alcaro
Regia: Roberta Lena
Costumi: Roberta Vacchetta

Ingresso: € 12

Bio

Intenso e magnetico, è tra i più affermati attori di cinema e teatro.
Diplomato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica, esordisce a teatro con rinomati registi: nell’Elettra di Euripide con Castri, in Macbeth con Sepe. Ideatore e interprete di numerosi spettacoli, realizza con Giuseppe Bertolucci il progetto Gadda e Pasolini, antibiografia di una nazione, con gli spettacoli ’Na specie de cadavere lunghissimo; L’Ingegner Gadda va alla guerra o della tragica istoria di Amleto Pirobutirro (Premio Ubu come miglior spettacolo e miglior attore dell’anno); Gadda e il teatro, un atto sacrale di conoscenza. Registra la lettura di due loro classici: Quer pasticciaccio brutto de via Merulana e Ragazzi di vita. Nel 2015 è tra i protagonisti di Lehman Trilogy, per la regia di Luca Ronconi. Ultimo suo spettacolo Lo straniero, un’intervista impossibile, dal romanzo di Albert Camus.
Ha recitato in più di trenta film, con alcuni tra i maggiori registi contemporanei: Gianni Amelio (Così ridevano), Marco Tullio Giordana (La meglio gioventù), Andrea Molaioli (La ragazza del lago), Giuseppe Bertolucci (L’amore probabilmente), Marco Bellocchio (Fai bei sogni). Ha interpretato De Gasperi nel film di Liliana Cavani, Basaglia in C’era una volta la città dei matti, Moro in Romanzo di una strage.
Nel 2013 è protagonista del film di Paolo Virzì Il Capitale umano. “Incarna il personaggio con torva esattezza di sguardi, padronale volgarità di gesti, tuttavia sempre eleganti, mai caricaturale, millimetrico nel passo brutale”. Per l’interpretazione ottiene il David di Donatello e il Nastro d’argento come miglior attore.
Tra gli altri premi: Rivelazione europea al Festival di Berlino, il Globo d’oro, Premio De Sica, Premio Flaiano, Premio Fellini, Premio Gian Maria Volonté.

Gio.9

Vittorio Sgarbi

21.30 – Teatro Romano

Vittorio Sgarbi

Serata

Caravaggio
(spettacolo teatrale)

“La fotografia è una mannaia che nell’eternità coglie l’istante che l’ha abbagliata”.
Irruzione di spiragli di luce, la realtà, anticipazione di secoli dell’intuizione di Cartier-Bresson. L’effetto-notte cova la scena istantanea.
Dal Barocco al Novecento, per strada coi ragazzi di vita di Pasolini.
La vita che diventa arte. Coincidenza di sregolatezza e genio, senza elidersi, a inaugurare avanguardie di contemporaneità.
Nessuno più vicino a noi: ai nostri stupori, alle nostre emozioni.
La forma delle ombre: un lampo illumina il prototipo dell’artista maledetto nella fatale rissa.
Il male irrimediabile, le paure, il divino emerso nello stupore della realtà.
Il Cristo umano si aggira sulla terra senza urgenza di Resurrezione.

Musiche originali dal vivo: Valentino Corvino – violino e elettronica
Scenografia e video: Tommaso Arosio
Regia e luci: Angelo Generali

Platea (posto numerato): € 18 (più prevendita) – Gradinata: € 12 (più prevendita)

Bio

Critico e storico dell’arte, di grande acume e talento narrativo, polemista e provocatore, è tra i più noti e controversi intellettuali italiani.
Si laurea in filosofia con specializzazione in storia dell’arte, passione che diviene presto anche un’occupazione come ispettore della Sovrintendenza ai Beni storici e artistici del Veneto.
Diviene noto al grande pubblico negli anni ‘80 come esperto d’arte e opinionista nel “Maurizio Costanzo Show”, in cui alterna ad apprezzate lezioni d’arte giudizi pungenti, irriverenti e spiazzanti. Dal 1992 al 1997 ha una propria trasmissione giornaliera su Canale 5, “Sgarbi quotidiani”, in cui commenta i principali fatti d’attualità. Continua con successo l’attività di opinionista televisivo, nel 2016 è ospite fisso di “Virus – il contagio delle idee”. Si dedica anche alla politica, divenendo parlamentare, sottosegretario ai Beni Culturali e assessore alla Cultura del Comune di Milano.
Editorialista di varie riviste e quotidiani, è autore di numerosi saggi e libri di storia e critica d’arte, tra cui La stanza dipinta; Davanti all’immagine; Lezioni private; A regola d’arte; Notte e giorno d’intorno girando…; Percorsi perversi. Divagazioni sull’arte; Il Bene e il Bello. La fragile condizione umana; Ragione e passione. Contro l’indifferenza; Viaggio sentimentale nell’Italia dei desideri; Piene di grazia; L’arte è contemporanea, ovvero l’arte di vedere l’arte; Il punto di vista del cavallo. Caravaggio.
Ha curato molte mostre, in Italia e all’estero, tra cui il Padiglione Italia per la 54. Biennale d’Arte di Venezia.

Ven.10

Michelangelo Pistoletto

18.30 – Giardino Giusti

Michelangelo Pistoletto

Serata

Lo specchio del Paradiso

“Una cosa non è arte; l’idea espressa della stessa cosa può esserlo”.
Ricchezza dell’Arte Povera e concretezza dell’arte concettuale.
Dal materico al simbolico andata e ritorno, con un biglietto usato, riciclato, ostinatamente risorto, nel punto di convergenza tra astrazione e figurazione.
Figurarsi l’arte non figurativa: trascesa nell’uso, compenetrata nel circondario, specchiata in assenze e doppie presenze.
Di-visione in quadri specchianti: varco in cui pro-tendersi nello spazio virtuale dell’opera, porta che mette in comunicazione arte e vita.
“L’arte è l’espressione più sensibile e integrale del pensiero”.
Chi trova cerca, e ritrova se stesso in eterna ricerca.

Dialoga:
Fortunato D’Amico
Enrico Garnero

Ingresso: € 8

Bio

Protagonista dello sviluppo dell’arte nella seconda metà del Novecento, è tra gli artisti più quotati, influenti e premiati a livello mondiale.
Dopo aver frequentato la scuola di grafica pubblicitaria diretta da Armando Testa,
nel 1955 inizia a esporre opere di una ricerca sull’autoritratto che caratterizza la sua prima produzione pittorica. 
A inizio anni ‘60 mette a punto una tecnica originale con cui realizza i Quadri specchianti, che intendono includere la presenza dello spettatore e la dimensione del tempo. Con queste opere raggiunge successo e riconoscimenti internazionali, che lo portano a partecipare alle più importanti manifestazioni artistiche sulla Pop Art e il Nouveau Réalisme; tiene mostre personali in prestigiosi musei e gallerie in Europa e negli Stati Uniti, tra cui la Galleria Sonnabend di Parigi. Nel 1965 espone Oggetti in meno, opere considerate basilari per la nascita dell’Arte Povera, movimento artistico di cui è animatore e tra i principali esponenti. La fase più recente del suo lavoro è denominata Terzo Paradiso. Nel 2013 il Museo del Louvre di Parigi ospita la sua mostra personale “Année un – le paradis sur terre”. Nel 2014 il simbolo del Terzo Paradiso è installato nell’atrio della sede del Consiglio dell’Unione Europea durante il semestre di presidenza italiana; nel 2015 realizza una scultura monumentale, Rebirth, nel parco del Palazzo delle Nazioni di Ginevra, sede dell’ONU. Nel 2016 a Ravenna è allestita la mostra “La seduzione dell’antico. Da Picasso a Duchamp, da De Chirico a Pistoletto”.
Tra i molti prestigiosi premi ricevuti: nel 2003 è insignito del Leone d’Oro alla Carriera alla Biennale di Venezia, nel 2007 riceve a Gerusalemme il Wolf Foundation Prize in Arts, nel 2013 a Tokyo il Praemium Imperiale per la pittura.

Umberto Galimberti

21.30 – Teatro Romano

Umberto Galimberti

Serata

La psicoanalisi: una storia romantica

“Mi disse Freud: Mio caro Jung, promettetemi di non abbandonare mai la teoria della sessualità. Dobbiamo farne un dogma, un incrollabile baluardo. Un baluardo contro cosa?, chiesi. Contro la nera marea di fango dell’occultismo”.
Tra collettivizzazione dell’inconscio e democratizzazione del genio, sommi creatori di finzioni narrative disputano sull’abisso dei sogni attribuendo ad ognuno un inconscio creativo.
“L’Io non è padrone in casa propria”.
L’inconscio come “landa da civilizzare” e come “eterna creatività di forme”.
L’Io esce di casa per civilizzare l’inconscio e rimane sfrattato.

Interventi musicali:
Maximilian Trebo – pianoforte

Ingresso: € 8

Bio

È tra i più prestigiosi filosofi contemporanei, autentico maître à penser.
Laureatosi con Emanuele Severino, ventenne si trasferisce a Basilea dove frequenta il grande filosofo esistenzialista Karl Jaspers, di cui è uno dei più considerati studiosi e interpreti.
È stato professore di antropologia culturale, psicologia dinamica e filosofia morale; attualmente insegna filosofia della storia all’università Ca’ Foscari di Venezia.
Dal 1985 è membro dell’International Association for Analytical Psychology.
Ha collaborato con Il Sole 24 Ore, poi con Repubblica, di cui è tra i principali editorialisti, con articoli di approfondimento su grandi temi esistenziali di taglio filosofico, antropologico e psicosociale. Tiene inoltre una rubrica epistolare molto seguita su D, l’inserto del sabato del quotidiano.
Tra le sue pubblicazioni, tradotte nelle principali lingue europee, alcune anche in giapponese, classici della filosofia contemporanea sull’essenza del pensiero ‘greco’, ‘cristiano’ e ‘tecnico’, ricordiamo: Heidegger, Jaspers e il tramonto dell’Occidente; La terra senza il male. Jung: dall’inconscio al simbolo; Le cose dell’amore; Gli equivoci dell’anima; Il gioco delle opinioni; Parole nomadi; Psiche e techne; Orme del sacro; La casa di psiche; L’ospite inquietante; I miti del nostro tempo; Il segreto della domanda; Cristianesimo. La religione dal cielo vuoto.

Sab.11

Francesco Guccini

21.30 – Teatro Romano

Francesco Guccini

Serata

Ma se io avessi previsto tutto questo
(incontro)

“Io esisto come sono, questo è abbastanza”.
La poesia musicale si aggira incolume tra radici e avvelenate, stanze di vita quotidiana, osterie di fuori porta e ispirazioni letterarie d’oltreoceano.
L’arte della storia è storia di un’arte modulata in atmosfere di provincia e grandi epopee, note a piè di pagina di intimi massimalismi.
La voce caratteristica veste il pensiero del narratore, la parola si sgancia dalle note e duetta col pensiero.
Il ritorno al pentagramma affidato ai sodali Musici.

Dialoga:
Enrico de Angelis

I Musici:
Juan Carlos Flaco Biondini – voce e chitarre
Vince Tempera – pianoforte e tastiere
Antonio Marangolo – sax
Pierluigi Mingotti – basso
Ivano Zanotti – batteria

Platea (posto numerato): € 30 (più prevendita) – Gradinata: € 18 (più prevendita)

Bio

Poeta in musica, dai toni inquieti e ironici, intimista e malinconico, goliardico, riflessivo, colto e canzonatorio, è tra i massimi artisti contemporanei.
Dopo il diploma magistrale lavora per un paio d’anni come giornalista; dal 1965, per vent’anni, insegna lingua italiana al Dickinson College.
Inizia la carriera come autore per l’Equipe 84 e i Nomadi, con celebri canzoni come Auschwitz, Noi non ci saremo, Dio è morto. Primo album da cantautore nel 1967, Folk Beat n°1, cui ne seguono altri 15 che lo consacrano tra i grandi della musica italiana, tra i più originali a livello internazionale. Una sequenza di successi a partire da Due anni dopo (con Vedi cara), L’isola non trovata (con Un altro giorno è andato), Radici (con La locomotiva), Stanze di vita quotidiana (con Canzone delle osterie di fuori porta), Via Paolo Fabbri 43 (con L’avvelenata), Amerigo (con Eskimo), fino a Quello che non… (con Canzone delle domande consuete), Parnassius Guccinii (con Farewell), D’amore di morte e di altre sciocchezze (con Cirano). Talento teatrale e cabarettistico, ha grande successo nei concerti; registra i capolavori dal vivo in Fra la via Emilia e il West.
Artista eclettico, appassionato di fumetti, nel ’68 collabora alla sceneggiatura delle prime strisce di Sturmtruppen ideate dall’amico disegnatore Bonvi. Attore in alcuni film, è autore di colonne sonore.
Notevole è l’attività di scrittore, già il primo romanzo della trilogia autobiografica Cròniche epafàniche è un best seller, come i seguiti Vacca di un cane e Cittanòva Blues. Molto apprezzati sono anche i libri gialli, tradotti in 4 lingue.
Ha vinto molti premi, tra cui il Premio Tenco alla carriera come miglior cantautore. Gli sono stati dedicati una pianta, una farfalla e un asteroide.

Dom.12

Alessandro Baricco

21.30 – Teatro Romano

Alessandro Baricco

Serata

Palamede, l’eroe cancellato
(spettacolo teatrale)

Dieci anni a scrutare l’orizzonte, senza donne.
Davanti a Troia, non solo mischie nella polvere e urto d’armi. A confondere il tempo, l’invenzione del gioco come strategia e fortuna.
Il sapiente è inventore, degli scacchi e dei dadi offerti al tempio della sorte, prefigurazione nel mito della spietata economia della storia.
Duello come scontro tra élite intellettuali. L’astuto che trasse Ulisse alle armi, ripagato con la massima malizia, eliminato con l’inganno, cancellato dalla memoria.
“Di lui più furbo, ma più inutile a se stesso”.
Potenza della simulazione, fragilità del vero, trionfo dell’apparenza sull’illusione di saggezza.
“Prendo il lutto per la verità, che è morta prima di me”.

Ideazione, scrittura, regia: Alessandro Baricco
Attori: Alessandro Baricco, Valeria Solarino, Paolo Bonato
Concept audio e musiche originali: Nicola Tescari
Scenografia e luci: Roberto Tarasco
Costumi: Giovanna Buzzi

Platea (posto numerato): € 18 (più prevendita) – Gradinata: € 12 (più prevendita)

Bio

Romanziere, narratore teatrale, giornalista, saggista, critico musicale, sceneggiatore, regista, critico della cultura: originale, acuto, sagace, ironico, è tra i più brillanti ed eclettici artisti e intellettuali italiani.
Laureatosi in filosofia con Gianni Vattimo, già molto giovane collabora a Repubblica e La Stampa e pubblica i suoi primi libri, due saggi di argomento musicale: Il genio in fuga e L’anima di Hegel e le mucche del Wisconsin. Lavora anche in televisione: nel 1994 è ideatore e conduttore di Pickwick: in onda la domenica sera su Rai3, diventa subito un cult, programma di insuperato successo sulla letteratura.
 Gli anni novanta sono quelli della grande affermazione internazionale come romanziere: fin dall’esordio con Castelli di rabbia, e poi Oceano mare, Seta, City, Senza sangue, Questa storia, Emmaus. Tra gli altri successi letterari: il racconto Novecento; le raccolte di articoli Barnum e Una certa idea di mondo; il saggio I barbari, analisi interpretativa sulla mutazione antropologica che stiamo vivendo.
 Si dedica anche al teatro e al cinema. Del 1998 è Totem, spettacolo di narrazione di opere letterarie, del 2014 le Palladium Lectures. Nel 2007 esce la trasposizione di Seta, di cui è sceneggiatore. Nel 2008 l’esordio alla regia con Lezione ventuno.
 Ha fondato e dirige una scuola – la Holden, a Torino – dove si studiano tecniche della narrazione con approccio multidisciplinare.
 Ultimi romanzi pubblicati: Mr Gwyn, Tre volte all’alba, Smith & Wesson, La Sposa giovane.