Festival della Bellezza 2018

Verona
27 maggio – 10 giugno 2018

“Si potrebbe andare tutti quanti ora che è primavera / con la bella sotto braccio a parlare d’amore / e scoprire che va sempre a finire che piove / e vedere di nascosto l’effetto che fa”…
Il sorriso arcano e sottile dell’inafferrabile Bellezza si scompagina e rimodella costeggiando la nouvelle vague, sbadatamente canticchiando intorno a uomini che perdono i pezzi, donne in due pezzi, stagioni marine a venire, gazze parlanti al posto di fiori, libertà obbligatoria e dita evase tra i mobili tasti di un pianoforte.
La passeggiata del flâneur nella brezza serale sull’ansa dell’Adige, tra teatro e labirinto, si rallegra nel ricordo di note inattese e parole sospese, sull’orlo di vicende d’amore scarabocchiate su nuvole barocche, senza un attimo di respiro, nell’eterno fruscio di ragazze a un ballo.
“Conosco un posto nel mio cuore dove tira sempre il vento”…

Dom. 27 maggio

Glass2

21.30 – Teatro Romano

Philip Glass

Serata

Glass in concert

Tasti s’intrecciano a sei mani nella circolarità di strutture armoniche avvolgenti e reiterati eleganti frammenti melodici.
L’impronta di una melodia perduta e recuperata, l’amplificazione dell’attimo nel telescopio sonoro.
Nell’algebra del pentagramma il monolite vibra intatto tra ouverture e finale.
Stili, estetiche, filosofie, la musica come pensiero puro: la più concreta espressione di astrazione.
L’archeologia dell’essenza.

Programma
Talk introduttivo
Mad Rush – Philip Glass
Four Movements for Two Pianos – Piano Duo        
Suite from “Les enfants terribles” – Three pianos           

Philip Glass, Maki Namekawa, Dennis Russell Davies
pianoforte

Platea posto numerato: € 46 (più prevendita)
Gradinata: € 32 (più prevendita)

Biografia

Tra i maggiori artisti al mondo, è il compositore che più ha influenzato l’evoluzione musicale contemporanea. Creatore di una nuova forma dal ritmo ipnotico, è il primo compositore capace di conquistare un vasto pubblico multigenerazionale dalle sale da concerto alla danza, al teatro, all’opera, al cinema, ispirando anche la musica elettronica e il rock.
Le sue composizioni pianistiche, le opere sinfoniche e da camera sono eseguite dai maggiori interpreti e orchestre; le registrazioni sono da decenni best sellers internazionali. Celebri sono anche le sue composizioni per il teatro, in particolare per Samuel Beckett e Robert Wilson, e le colonne sonore in film come The Truman Show, Kundun, The Illusionist, Diario di uno scandalo e The Hours, per le quali ha ricevuto nomination agli Oscar e ai Golden Globe. Le sue opere Einstein on the Beach, Satyagraha, Akhnaten e The Voyage hanno segnato la musica contemporanea, Koyaanisqatsi è considerato l’accostamento di suono e visione più potente dopo Fantasia di Walt Disney.
Ha collaborato con alcuni tra i maggiori artisti contemporanei, tra cui Woody Allen, Martin Scorsese, Allen Ginsberg, Paul Simon; amico di David Bowie, ha orchestrato alcuni suoi pezzi inclusi negli album Low e “Heroes”, trasformati poi nella sua prima e quarta sinfonia.
Nella classifica stilata dalla rivista The Telegraph figura tra i primi 10 geni viventi, primo tra i musicisti.

Maki Namekawa
Pianista tra le più apprezzate dalla critica internazionale, ha suonato nelle più prestigiose sale da concerto e registrato per le principali case discografiche.

Dennis Russell Davies
Pianista e compositore dal vasto repertorio musicale, è considerato tra i più innovativi esponenti della scena musicale mondiale.

Lun.28 maggio

Paoli

21.30 – Teatro Romano

Gino Paoli

Serata

Paoli canta Paoli
(concerto)

Il cielo in una stanzaSenza fine, Sapore di sale, Che cosa c’è
Canzoni come improvvise gemme schiudono l’arte nuova di versi poetici e note, con la semplicità dei classici riconoscibili già al loro apparire.
Nell’ora di ri-creazione la Scuola genovese marina in Francia e negli States per insegnare quanto avrebbe voluto apprendere.
Il segreto della canzone perfetta si ripete a ogni ascolto; l’evergreen evoca se stesso con immutata emozione.

Trio Kàla
Rita Marcotulli – pianoforte
Alfredo Golino – batteria
Ares Tavolazzi – contrabbasso

Platea posto numerato: € 26 (più prevendita)
Gradinata: € 18 (più prevendita)

Biografia

Primo interprete della canzone d’autore, con gli amici della Scuola genovese dà vita a una nuova forma d’arte, coniugando la parola poetica alla musica.
Dopo aver formato una band con Luigi Tenco e Bruno Lauzi, incide i primi dischi per Ricordi, tra cui nel 1959 Sassi e nel 1960 La gatta (all’inizio poco notata, vende solo un centinaio di copie). Attira l’attenzione di Mogol, che propone a Mina di cantare Il cielo in una stanza, grande successo della stagione, primo di una lunga serie.
Nel ‘61 ha inizio il connubio con Ornella Vanoni, per cui in quegli anni scrive altri capolavori, come Senza fine e Che cosa c’è. Del ‘63 è Sapore di sale, arrangiata da Ennio Morricone, del ’64 Ieri ho incontrato mia madre, presentata al Festival di Sanremo. A inizio anni ’70 pubblica una trilogia di album: Le due facce dell’amore, Rileggendo vecchie lettere d’amore, Amare per vivere, lanciati da Renzo Arbore nelle sue trasmissioni.
Torna al successo nell’84 con Una lunga storia d’amore (in origine colonna sonora di un film interpretato da Stefania Sandrelli); viene inserita nell’album La luna e il Sig. Hyde che comprende anche un’altra hit, Averti addosso, premiata al Club Tenco. Nell’85 è protagonista di un tour trionfale con Ornella Vanoni, da cui è realizzato il doppio album Insieme. Seguono tra l’86 e il ’95 altri dischi di grande successo, Cosa farò da grande, L’ufficio delle cose perdute, Matto come un gatto, Amori dispari, con classici come Ti lascio una canzone, Questioni di sopravvivenza, Quattro amici, E m’innamorerai.
Tradotto e interpretato in tutto il mondo, ha adattato canzoni di cantautori francesi, tra cui Ne me quitte pas di Jacques Brel. Come talent scout, scopre e lancia Lucio Dalla, allora clarinettista jazz, e Fabrizio De André, che convince a cantare. Tra le collaborazioni, Sergio Endrigo, Luigi Tenco e Zucchero, con cui è autore di Come il sole all’improvviso e Con le mani.

Mar.29 maggio

Fossati2

21.30 – Teatro Romano

Ivano Fossati

Serata

Gaber-Fossati. Canzone e Teatro Canzone
(riflessione teatrale)

“Al bar Casablanca / con una gauloise / la nikon, gli occhiali / e sopra una sedia / i titoli rossi dei nostri giornali…”
Ironie osmotiche e antitipiche, la contestazione che partecipa all’ipocrisia del contestato.
L’irresistibile maschera del disincanto e della nostalgia.
Far finta di essere sani è impegno gravoso che richiede la leggerezza della canzone, la vaporosità di uno shampoo, una gita nella Comune e l’irresolutezza di un Dilemma.
Il Signor F dialoga con il Signor G nell’aporia del tempo artistico e veste le “Donne di ora” di nuovi suoni.

Interventi
Massimo Bernardini

Contributi filmati della Fondazione Gaber

Platea posto numerato: € 16 (più prevendita)
Gradinata: € 12 (più prevendita)

Biografia

Autore raffinato, polistrumentista e interprete dal percorso vario e ricercato, rocker caustico e poeta intimista, imprime un’orma singolare e profonda nella storia della musica leggera e della canzone d’autore.
Esordisce nel ‘71 con il rock progressivo dei Delirium, nel ‘73 debutta da solista con l’album Il grande mare che avremmo traversato. Scrive brani per Mia Martini, Anna Oxa, Loredana Bertè, Mina e compone l’evergreen Pensiero stupendo per la voce di Patty Pravo. Nel ‘79 dopo una fase di sperimentazione approda al suo stile peculiare e arriva il successo da interprete con La mia banda suona il rock, cui segue l’album Panama e dintorni. Nel 1982 è autore di Non sono una signora per Loredana Bertè e tra l’83 e l’84 realizza gli album Le città di frontiera e Ventilazione. Nell’85 collabora all’album Scacchi e Tarocchi di Francesco De Gregori e produce l’album O di Ornella Vanoni.
Nel decennio tra l’86 e il ‘96 esprime la sua vena più introspettiva e cantautorale coi capolavori 700 giorni, La pianta del tè, Discanto, Lindbergh, Macramè. Nel ‘90 collabora con Fabrizio De André all’album Le nuvole e nel ’96 compone con lui a quattro mani l’album Anime salve. Nel ‘94 scrive la colonna sonora del film Il toro di Carlo Mazzacurati; nel 2005 vince il David di Donatello per la canzone L’Amore Trasparente per il film Caos calmo. Vincitore di quattro Targhe Tenco per il migliore album e due per la migliore canzone, nel 2005 gli viene attribuito il Premio Librex Montale – Poetry for Music. Si ritira dalle scene musicali nel 2012. Nel 2014 esordio nella narrativa con il romanzo Tretrecinque.
Nel 2018 realizza l’album Le donne di ora, raccolta di celebri canzoni di Giorgio Gaber da lui restaurate, con l’omonimo inedito che scopre, arrangia e suona sulla base ritmica originale.

Mer.30 maggio

Galimberti

21.30 – Teatro Romano

Umberto Galimberti

Serata

Bellezza, segreta legge della vita

Proporzione dell’esistenza.
Stupore e meraviglia all’origine del pensiero.
Bellezza.
Senza concetto e senza scopo, come l’amore trafigge e dà senso alla vita.
Allontanati gli dei, solo l’individuo veglia sull’armonia del mondo.

Ingresso: € 8

Biografia

È tra i più prestigiosi filosofi contemporanei, autentico maître à penser.
Laureatosi con Emanuele Severino, ventenne si trasferisce a Basilea dove frequenta il grande filosofo esistenzialista Karl Jaspers, di cui è uno dei più considerati studiosi e interpreti. È stato professore di Filosofia della storia, Psicologia dinamica, Filosofia morale e Antropologia culturale all’università Ca’ Foscari di Venezia.
Dal 1985 è membro dell’International Association for Analytical Psychology.
Ha collaborato con Il Sole 24 Ore, poi con Repubblica, di cui è tra i principali editorialisti, con articoli di approfondimento su temi esistenziali di taglio filosofico, antropologico e psicosociale. Tiene inoltre una rubrica epistolare molto seguita su D, l’inserto del sabato del quotidiano. Tra le sue pubblicazioni, tradotte nelle principali lingue europee, alcune anche in giapponese, classici della filosofia contemporanea sull’essenza del pensiero “greco”, “cristiano” e “tecnico”, ricordiamo: Heidegger, Jaspers e il tramonto dell’Occidente; La terra senza il male. Jung: dall’inconscio al simbolo; Le cose dell’amore; Gli equivoci dell’anima; Il gioco delle opinioni; Parole nomadi; Psiche e techne; Orme del sacro; La casa di psiche; L’ospite inquietante; I miti del nostro tempo; Il segreto della domanda; Cristianesimo. La religione dal cielo vuoto.
Nel 2018 ha pubblicato La parola ai giovani. Dialogo con la generazione del nichilismo attivo.
Tra i vari riconoscimenti, nel 2011 gli è stato assegnato il premio Ignazio Silone per la cultura.

Gio.31 maggio

Massimo-Recalcati

21.30 – Giardino Giusti

Massimo Recalcati

Serata

L’immagine dell’inesprimibile
(meditazioni sull’arte contemporanea)

Arte e psicoanalisi in un gioco di specchi per ritratti reciproci. L’inaudita apertura sul profondo, l’immagine come espressione dell’inesplorato, il simbolico a raffigurare la sostanza dell’invisibile.
Le ferite della Bellezza. Artisti radunano ombre e colori su tele evase nello sforzo di offrire un volto all’assoluto, “voce al silenzio”.
La poetica del reale come alterità inesprimibile.

Ingresso: € 8

Biografia

Noto psicoanalista, scrittore e affascinante comunicatore, all’attività scientifica e saggistica affianca incontri e interventi su temi d’attualità di taglio psicologico e sociologico. Professore di Psicopatologia del comportamento alimentare all’Università di Pavia e Psicoanalisi e scienze umane all’Università di Verona, è fondatore di “Jonas Onlus: centro di clinica psicoanalitica per i nuovi sintomi”.
Tra le sue numerose pubblicazioni: Elogio dell’inconscio (2008), Cosa Resta del Padre. La paternità nell’epoca ipermoderna (2011), Ritratti del desiderio (2012), Il complesso di Telemaco. Genitori e figli dopo il tramonto del padre (2013), Non è più come prima. Elogio del perdono nella vita amorosa (2014), L’ora di lezione. Per un’erotica dell’insegnamento (2014), Le mani della madre. Desiderio, fantasmi ed eredità del moderno (2015).
Nel 2016 ha pubblicato Il mistero delle cose. Nove ritratti di artisti, nel 2017 Il segreto del figlio. Da Edipo al figlio ritrovato, Contro il sacrificio. Al di là del fantasma sacrificale, I tabù del mondo.
Nel 2015 ha ricevuto il Premio internazionale per la Cultura Mediterranea, nel 2016 il Premio Il Sogno di Piero dell’Accademia di Belle Arti di Urbino, nel 2017 il Premio Hemingway per la sezione “Testimone del nostro tempo”. Collabora con varie riviste specializzate italiane e internazionali e con le pagine culturali di Repubblica.
Da maggio 2018 è protagonista del programma Lessico famigliare su Rai 3.

Ven.1 giugno

Gifuni2

21.30 – Giardino Giusti

Fabrizio Gifuni

Serata

Scena e retroscena di Freud a teatro

L’attore esce dal ruolo come il dormiente si sveglia e indugia ancora tra sogno e realtà.
Narrare uno spettacolo, ripercorrerne gesti e parole è raccontare un sogno cosciente.
Il palcoscenico riflette la platea che si specchia nella quarta parete.
Portare in scena L’interpretazione dei sogni di Freud trasforma l’attore da interprete a interpretante.

Dialoga
Alessandra Zecchini

Ingresso: € 8

Biografia

Intenso, elegante e magnetico, è tra i più affermati attori di cinema e teatro. Diplomato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica, ideatore e interprete di numerosi spettacoli, realizza con Giuseppe Bertolucci il progetto Gadda e Pasolini, antibiografia di una nazione, con gli spettacoli ’Na specie de cadavere lunghissimo; L’Ingegner Gadda va alla guerra o della tragica istoria di Amleto Pirobutirro (Premio Ubu come miglior spettacolo e miglior attore dell’anno); Gadda e il teatro, un atto sacrale di conoscenza. Registra la lettura di due loro classici: Quer pasticciaccio brutto de via Merulana e Ragazzi di vita.
Nel 2015 è tra i protagonisti di Lehman Trilogy, per la regia di Luca Ronconi; nel 2016 interpreta Lo straniero, un’intervista impossibile, dal romanzo di Albert Camus. Nel 2018 è protagonista al Piccolo Teatro di Freud o l’interpretazione dei sogni, trasposizione teatrale di Stefano Massini del testo epocale di Freud con la regia di Federico Tiezzi.
Ha recitato in più di trenta film, con alcuni tra i maggiori registi contemporanei: Gianni Amelio (Così ridevano), Marco Tullio Giordana (La meglio gioventù), Andrea Molaioli (La ragazza del lago), Giuseppe Bertolucci (L’amore probabilmente), Marco Bellocchio (Fai bei sogni). Ha interpretato De Gasperi nel film di Liliana Cavani, Basaglia in C’era una volta la città dei matti, Moro in Romanzo di una strage. Nel 2013 è protagonista del film di Paolo Virzì Il capitale umano. “Incarna il personaggio con torva esattezza di sguardi, padronale volgarità di gesti, tuttavia sempre eleganti, mai caricaturale, millimetrico nel passo brutale”. Per l’interpretazione ottiene il David di Donatello e il Nastro d’argento come miglior attore. Tra gli altri premi: Rivelazione europea al Festival di Berlino, il Globo d’oro, Premio De Sica, Premio Flaiano, Premio Fellini, Premio Gian Maria Volonté.

Sab.2 giugno

LoCascio-Campaner

18.30 – Giardino Giusti

Luigi Lo Cascio
Gloria Campaner

Serata

L’anima russa, Esenin e Rachmaninov
(reading-concerto)

“In questa vita, morire non è una novità / ma, di certo, non lo è nemmeno vivere”.
Intrecci emotivi dello spirito russo esule in patria e in America.
Il poeta prodigio, teppista della rivoluzione, marito bigamo della celebrità danzante Isadora Duncan.
L’eccelso pianista calamitato dalla creazione che attraversa la storia da Mosca a Beverly Hills.
L’anima della madre Russia rivelata al mondo come “raccolto di un rimpianto”.

Ingresso: € 10

Bio Lo Cascio

Di grande personalità, colto e versatile, è protagonista del cinema d’autore e del teatro italiano contemporaneo. Dopo gli studi di medicina, si diploma all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica e già a inizio carriera recita con alcuni tra i maggiori registi teatrali, tra cui Patroni Griffi e Cecchi. L’esordio al cinema nel 2000 con Marco Tullio Giordana in I cento passi, con il quale ottiene il David di Donatello come miglior attore protagonista. Con Giordana recita anche in altri film, tra cui La meglio gioventù, che gli vale il Nastro d’Argento. Nel 2001 con Luce dei miei occhi di Piccioni vince la Coppa Volpi come miglior attore protagonista. È interprete con altri grandi registi, come Marco Bellocchio, Cristina Comencini, Mario Martone, Spike Lee, Francesca Archibugi, Giuseppe Tornatore, Paolo Virzì, Pupi Avati. Tra i suoi film: Il più bel giorno della mia vita, Buongiorno, notte, La bestia nel cuore, Il capitale umano, I nostri ragazzi, Il nome del figlio. Esordisce alla regia nel 2012 con La città ideale, premiato alla Mostra del Cinema di Venezia. All’attività sul set affianca quella teatrale: nel 2005 dirige e interpreta Nella tana, monologo tratto dall’ultimo racconto di Kafka, per cui vince il Premio Ubu come miglior attore, premio rivinto l’anno successivo con uno spettacolo diretto da Luca Ronconi.

Bio Campaner

Tra le pianiste di maggior talento della nuova generazione, sensibile e appassionata, si è esibita su alcuni dei più prestigiosi palcoscenici internazionali. Protagonista con la English Chamber Orchestra a Londra e in diverse tournée in Giappone, Cina, Germania, California e America del Sud, ha registrato per vari canali televisivi e radiofonici tra cui Rai, Cnn e Sky Arte. Per Emi ha inciso musiche di Schumann e per Warner il Concerto n. 2 di Rachmaninov. È interprete di prime esecuzioni di opere a lei dedicate e crea progetti trasversali tra musica classica e altri generi musicali. Collabora con star del jazz come Stefano Bollani.

Dalla2

21.00 – Teatro Romano

Ron e artisti amici di Dalla

Serata

Lucio!
(concerto omaggio a Lucio Dalla)

“Siamo noi, siamo in tanti / Ci nascondiamo di notte / Per paura degli automobilisti / Dei linotipisti / Siamo i gatti neri / Siamo i pessimisti / Siamo i cattivi pensieri…”
Suggestioni poetiche e musicali indimenticabili.
L’estroso lirismo.
Ironia e tenerezza, emozioni e personaggi straordinari e quotidiani.
Ancora in scena, per una notte, il più sorprendente artista della canzone.

Cantano Ron e artisti amici di Dalla

Ornella Vanoni, Luca Carboni, Fiorella Mannoia, Massimo Ranieri, Annalisa, Paola Turci, Alice, Gigi D’Alessio, Caccamo, Gaetano Curreri, Federico Zampaglione, Noemi, Mario Biondi
Conduce Michelle Hunziker

Evento speciale con ripresa televisiva trasmesso su Mediaset

Platea posto numerato: € 52 (più prevendita)
Gradinata: € 34 (più prevendita)

Biografia

Anima musicale della scena d’autore, musicista, poeta, sperimentatore ironico e anticonformista, ha lasciato un segno indelebile nella cultura artistica e popolare italiana. Di formazione jazz, ha suonato da clarinettista, sassofonista e pianista; artista eclettico e prolifico, ha spaziato dal beat alla canzone d’autore, alla lirica.
Debutta nel ‘66 al Festival di Sanremo con Paff…Bum, anno del suo primo album 1999. Nel ‘67 è la spalla di Jimi Hendrix nel concerto al Piper di Milano. All’inizio degli anni settanta con 4 marzo 1943 e Piazza grande entra nel repertorio classico della canzone italiana. Dal ‘73 al ‘77 collabora con il poeta bolognese Roberto Roversi, con cui è autore di tre album che rivoluzionano il legame tra versi, voce e note: Il giorno aveva cinque teste, Anidride solforosa e Automobili, col capolavoro Nuvolari.
Nel ‘77, sciolto il sodalizio con Roversi, scrive Com’è profondo il mare, a cui segue l’anno dopo Lucio Dalla, con classici come Anna e Marco e L’anno che verrà. Riempie gli stadi con Francesco De Gregori nel tour Banana Republic, dopo essere stato al vertice della classifica con Ma come fanno i marinai. Nell’80 esce l’album Dalla con i successi Cara e Futura, nell’81 Telefonami tra vent’anni. Nell’86 DallAmeriCaruso lo riporta in vetta con la canzone Caruso che vende oltre otto milioni di copie, incisa in trenta versioni in tutto il mondo. La carriera prosegue con altri successi come gli album Cambio e Canzoni, alternando alle collaborazioni con Morandi, Pavarotti e De Gregori l’attività di talent scout di artisti quali Ron, Luca Carboni, Samuele Bersani. Compone anche un musical dalla Tosca di Puccini.
È autore di colonne sonore per film di Mario Monicelli, Michelangelo Antonioni, Carlo Verdone e di programmi televisivi, l’ultimo La Bella e la Besthia su Rai 1.
Tra i prestigiosi riconoscimenti, ha vinto la Targa Tenco con Caruso, due David di Donatello e tre Nastri d’argento.

Dom.3 giugno

Piperno

18.30 – Giardino Giusti

Alessandro Piperno

Serata

Chi aveva ragione tra Stendhal e Flaubert?

Due giganti a inseguirsi tra le righe di frasi esteticamente impeccabili e di travolgenti avventure dell’animo.
L’invenzione dello stile come atto di distinzione; la seduzione di una trama intrecciata da una coscienza indagatrice.
La maniacalità per forma, ritmo e melodia; l’ossessione per le inesorabili leggi che regolano i moti del cuore.

Ingresso: € 8

Biografia

Tra più acuti, ironici e originali critici letterari, editorialista del Corriere della Sera, è autore di romanzi tra i più brillanti della nostra epoca, che hanno ottenuto prestigiosi riconoscimenti, tra cui il Premio Strega e il Prix du Meilleur livre étranger.
Professore di letteratura francese, pubblica i saggi Proust antiebreo e Il demone reazionario – Sulle tracce del Baudelaire di Sartre. Nel 2005, a trentatré anni, l’esordio alla narrativa con il romanzo Con le peggiori intenzioni, caso letterario dell’anno con oltre duecentomila copie vendute in pochi mesi, vincitore del Premio Viareggio e del Premio Campiello opera prima, definito “una nuova comédie humaine, il romanzo borghese politicamente scorretto del nostro tempo”.
Nel 2010 pubblica Persecuzione, prima parte del dittico Il fuoco amico dei ricordi; nel 2012 la seconda parte Inseparabili, vincitore del Premio Strega.
Del 2013 è la raccolta di saggi Pubblici infortuni, su grandi protagonisti della storia letteraria e la loro consonanza alla nostra vita emotiva.
Nel 2016 esce Dove la storia finisce, romanzo in cui torna a dar voce, con consueti humor e stile, “ai silenzi familiari, alle ipocrisie sociali, alle ambizioni ferite”.
Nel 2017 pubblica Il manifesto del libero lettore. Otto scrittori di cui non so fare a meno, sui libri come “strumento di piacere” e su grandi romanzieri affrontati “con amore, certo, ma senza alcun ossequio, con il piglio del guastafeste ansioso di svelare i segreti del prestigiatore”.

Sgarbi

21.30 – Teatro Romano

Vittorio Sgarbi

Serata

Leonardo
(spettacolo teatrale)

La Superstar del Rinascimento, le iperboliche imprese dell’anarchico esploratore col vezzo dell’arte e la tensione al volo.
L’abilità nell’accostamento insolito del critico si accorda con la poliedrica irrequietezza del genio; l’anticonvenzionalità con l’anticonformismo del misterioso dandy.
La conoscenza diventa riconoscimento nel districare i segni che la popolarità ha sovrapposto ai significati di un mito di universale seduzione.

Musiche originali dal vivo
Valentino Corvino 

Scenografia e elaborazioni visive
Tommaso Arosio

Platea posto numerato: € 22 (più prevendita)
Gradinata: € 14 (più prevendita)

Biografia

Critico e storico dell’arte di grande acume e talento narrativo, polemista e provocatore, è tra i più noti e controversi intellettuali italiani.
Si laurea in filosofia con specializzazione in storia dell’arte, passione che diviene presto anche un’occupazione come ispettore della Sovrintendenza ai Beni storici e artistici del Veneto. Diviene noto al grande pubblico negli anni ‘80 come esperto d’arte e opinionista al Maurizio Costanzo Show, in cui alterna ad apprezzate lezioni d’arte giudizi pungenti, irriverenti e spiazzanti. Dal 1992 al 1997 ha una propria trasmissione giornaliera su Canale 5, Sgarbi quotidiani, in cui commenta i principali fatti d’attualità. Continua con successo l’attività di opinionista televisivo e si dedica anche alla politica, divenendo parlamentare, sottosegretario ai Beni Culturali e assessore alla Cultura del Comune di Milano.
Editorialista di varie riviste e quotidiani, è autore di numerosi saggi e libri di storia e critica d’arte, tra cui La stanza dipinta; Davanti all’immagine; Lezioni private; A regola d’arte; Notte e giorno d’intorno girando…; Percorsi perversi. Divagazioni sull’arte; Il Bene e il Bello. La fragile condizione umana; Ragione e passione. Contro l’indifferenza; Viaggio sentimentale nell’Italia dei desideri; L’arte è contemporanea, ovvero l’arte di vedere l’arte; Il punto di vista del cavallo. Caravaggio. Nel 2016 pubblica La Costituzione e la bellezza e Dall’ombra alla luce. Da Caravaggio a Tiepolo; nel 2017 Dal mito alla favola bella. Da Canova a Boldini.
Ha curato molte mostre, in Italia e all’estero, tra cui il Padiglione Italia per la 54. Biennale d’Arte di Venezia. Nel 2016 esordisce come autore e interprete teatrale con lo spettacolo Caravaggio, cui segue nel 2017 Michelangelo e nel 2018 Leonardo, in prima nazionale al Festival della Bellezza.

Lun.4 giugno

Buffa2

21.30 – Teatro Romano

Federico Buffa

Serata

Il rigore che non c’era
(spettacolo teatrale)

I dettagli del destino.
Coincidenze e imprevisti che cambiano per sempre la storia di uomini che sono la nostra storia.
Dai Beatles a Pelé, a Messi, Dylan e Kubrick, eventi minimi e intrecciati indirizzano un eclatante corso alternativo delle cose.
Metafore esistenziali della casualità dell’attimo fatale.

E con
Jvonne Giò – cantante
Marco Caronna – attore

Musiche originali dal vivo
Alessandro Nidi – pianoforte

Regia
Marco Caronna

Platea posto numerato: € 18 (più prevendita)
Gradinata: € 12 (più prevendita)

Biografia

Considerato il miglior storyteller di vicende sportive intrecciate alla storia, dallo stile avvolgente ed evocativo, è per Aldo Grasso “narratore straordinario, capace di fare vera cultura, cioè di stabilire collegamenti, creare connessioni, aprire digressioni”.
Dopo aver studiato sociologia alla Summer Session di UCLA, si laurea in giurisprudenza e diviene giornalista, commentatore di culto del basket su riviste, radio e tv, a partire ventenne dalla collaborazione con Aldo Giordani fino alle telecronache su Sky in coppia con Flavio Tranquillo. Nel 2014 è autore e conduttore del programma Storie Mondiali, dieci episodi su vicende storiche dei Mondiali di calcio. Dopo il successo di quel programma, conduce la trasmissione antologica Storie di Campioni, ritratti di fuoriclasse raccontati on the road nei contesti che li hanno visti crescere ed affermarsi, campioni che hanno fatto epoca come Di Stefano, Puskás, Rivera, Best, Cruijff, Jordan, o personaggi sportivi legati alla storia come Arpad Weisz. Per la critica con il suo stile porta in tv un nuovo genere, una letteratura sportiva sulle orme di Gianni Brera. Nel 2015 conduce su Sky Arte il documentario Graffiti a New York. Cosa mai avvenuta, tra il 2017 e il 2018 Sky per una settimana dedica l’intera programmazione di un canale a suoi racconti. Nel 2018 è autore per Sky della serie in quattro puntate 1968.
Dal 2015 è protagonista dello spettacolo teatrale Le Olimpiadi del ‘36, in cui mette in scena con grande pathos vicende emblematiche di uno snodo cruciale della storia; nel 2017 propone in anteprima al Festival della Bellezza Muhammad Ali. A night in Kinshasa.
Tra le sue pubblicazioni: Black Jesus e il romanzo L’ultima estate di Berlino.

Mar.5 giugno

Bonito-Oliva

18.30 – Giardino Giusti

Achille Bonito Oliva

Serata

Avanguardie e Transavanguardia

Dadaismo, Futurismo, Surrealismo…
Le avanguardie segnano il passo artistico del Novecento; i critici battezzano, indirizzano le correnti, tracciano le mappe del nomadismo artistico.
La Transavanguardia e l’arte che ritorna al suo luogo per eccellenza, il labirinto.

Dialoga
Gaia Guarienti

Ingresso: € 8

Biografia

Critico e intellettuale che più ha influenzato la scena dell’arte italiana contemporanea, inizia il suo percorso artistico come poeta partecipando alle ricerche del Gruppo 63 con i suoi primi libri di poesia, Made in mater del 1967 e Fiction poems del 1968, mostrando quella trasversalità creativa che caratterizza la sua attività. Nel 1970 si approccia all’Arte povera organizzando a Roma la mostra Vitalità del negativo, mettendo in contatto e a confronto artisti come Jannis Kounellis e Michelangelo Pistoletto, e introduce una riflessione che getta un ponte tra l’eredità culturale del passato e le avanguardie del nuovo decennio.
Nel 1976 pubblica due opere che esprimono le sue idee e i suoi interessi di critico: L’ideologia del traditore. Arte, maniera, manierismo e Europe/America. The different avant- gardes. L’anno successivo pubblica Autocritico automobile attraverso le avanguardie, nel 1978 Passo dello strabismo. Sulle arti e nel 1980 Autonomia e creatività della critica e La Transavanguardia italiana, opera che fonda quel movimento artistico.
Convinto che il critico d’arte sia tenuto a proporre un modello creativo e non solo a recensire le opere d’arte, si pone come mediatore tra artista e pubblico e anche come fautore di una poetica, scopritore e organizzatore di correnti artistiche. È autore di molti testi e cataloghi di artisti internazionali che tracciano la geografia artistica contemporanea dagli anni ‘70; l’ultima sua pubblicazione è Lezione di boxe. Dieci round sull’arte contemporanea. Insegna Storia dell’arte contemporanea alla Facoltà di Architettura dell’Università La Sapienza. Nel 1993 è curatore della Biennale di Venezia. Dal febbraio 2014 conduce la trasmissione Fuori quadro su Rai 3.

Daverio

21.30 – Teatro Romano

Philippe Daverio

Serata

I capostipiti, Vivaldi Dante Giotto
(narrazione teatrale)

Il “più sovrano maestro in dipintura” e le sue pareti tridimensionali, il Poeta sommo e fuggiasco “miglior fabbro” della lingua, lo spettacolare Prete Rosso reinventore del concerto – il solista passa la palla per riprenderla al volo.
La creazione di architetture immense e inesplorate getta fondamenta da lì in poi irrinunciabili.
Lo sconsiderato ardire di tre geni italici promuove il canone espressivo dell’intera cultura in cui viviamo.

Interventi musicali
Eleuteria – violoncello

Ingresso: € 10

Biografia

Istrionico, intuitivo, di grande cultura e personalità, è il più estroso e originale storico e critico d’arte, con una capacità di connessione tra i diversi ambiti culturali senza eguali nel panorama contemporaneo.
Nato in Alsazia, dopo il baccalaureato francese compie gli studi alla Bocconi. Mercante d’arte, fonda e dirige gallerie a Milano e New York ed è editore di libri di critica e documentazione artistica. Assessore alla cultura del Comune di Milano dal 1993 al 1997, promuove mostre di grande successo.
Collaboratore di numerose riviste, direttore di Art e dossier, scrive per il Corriere della Sera e Il Sole 24 Ore. Tra le sue pubblicazioni: Arte stupefacente: da Dada alla Cracking art; Il design nato a Milano: storia di ragazzi di buona famiglia; Il museo immaginato; Il secolo lungo della modernità; Guardar lontano Veder vicino; Il secolo spezzato delle avanguardie; Il gioco della pittura. Nel 2016 pubblica Le Stanze dell’armonia. Nei musei dove l’Europa era già unita, nel 2017 Ho finalmente capito l’Italia.
Dopo esser stato inviato della trasmissione Art’è e conduttore di Art.tu, per dieci anni su Rai 3 è ideatore e conduttore della trasmissione Passepartout, brillante format di successo sull’arte, la storia e l’antropologia culturale. Ha condotto anche Emporio Daverio su Rai 5 e Il Capitale di Philippe Daverio su Rai 3.
Docente di Disegno Industriale all’università di Firenze, ha fondato il movimento d’opinione “Save Italy”, per sensibilizzare alla tutela del patrimonio culturale italiano. Dal 2014 è direttore artistico del Museo del Duomo di Milano.

Mer.6 giugno

Deneuve-2018

21.30 – Teatro Romano

Catherine Deneuve

Serata

Una Diva come un’opera d’arte

Il mistero affascinante di un’icona.
La sfuggente musa di Buñuel, Polanski e Truffaut domina il set con sguardi d’incandescente nonchalance.
Magnetica e intellettuale, attraversa il Surrealismo con un soprabito di ciré di Yves Saint Laurent.
Essere Catherine Deneuve è indossare con eleganza l’impareggiabile identità di una vita.
Bella di giorno e sempre sublime. Lo charme è un’arma non convenzionale, il gusto è cultura e spregiudicatezza.
Al mondo che l’interroga, la Diva parigina risponde semplicemente: “Oui, je suis”. 

Dialogano
Gianni Canova
Alessandra Zecchini

Platea posto numerato: € 22 (più prevendita)
Gradinata: € 14 (più prevendita)

Biografia

Immagine simbolo di una stagione d’oro del cinema d’autore, è interprete e musa di capolavori del Surrealismo e della Nouvelle Vague come le opere di Buñuel e Truffaut. Emblema di stile ed eleganza, indipendente e glamour, altera e sensuale, è tra le personalità più affascinanti e ammirate dell’ultimo secolo.
Figlia e sorella d’arte, debutta a tredici anni e si afferma a diciannove col controverso film Il vizio e la virtù di Roger Vadim. A poco più di vent’anni è già protagonista di film premiati ai principali festival internazionali: dal musical Les Parapluies de Cherbourg di Jacques Demy Palma d’Oro a Cannes, a Repulsione di Roman Polanski gran premio della Giuria al Festival di Berlino, al capolavoro surrealista Bella di giorno di Luis Buñuel, Leone d’Oro alla Mostra del cinema di Venezia nel ’67, interpretazione entrata nell’immaginario di una generazione, considerata dalla critica tra le migliori della storia del cinema. Nel ’68 è protagonista in Mayerling con Omar Sharif e Ava Gardner e nel ‘69 nella sua prima pellicola con François Truffaut, La mia droga si chiama Julie a fianco di Jean-Paul Belmondo. Poi ancora con Buñuel in Tristana nel ‘70 e nel ’72 in La cagna di Marco Ferreri con Marcello Mastroianni.
Negli anni successivi è diretta da altri maestri del cinema, come Claude Lelouch e Dino Risi, e recita al fianco di attori quali Jack Lemmon, Gérard Depardieu, Vittorio Gassman e Alain Delon. Nel 1980 un nuovo grande successo con L’ultimo metrò di Truffaut. Tra i film da protagonista, Speriamo che sia femmina di Mario Monicelli, Indocina per cui è stata candidata all’Oscar, Dancer in the Dark di Lars von Trier, in cui duetta con Björk, Palma d’Oro a Cannes, 8 donne e un mistero di François Ozon.
Tra i prestigiosi premi, due César come migliore attrice, il David di Donatello, la Coppa Volp

Gio.7 giugno

Cacciari

18.30 – Teatro Filarmonico

Massimo Cacciari

Serata

Romantik: filosofia e musica
(lezione con musica)

L’immaginazione, la fenomenologia dello spirito, filosofi che innalzano l’artista a modello di umanità.
Beethoven, la mente immersa nei temporali romantici, inquieto, solitario, unico.
Chopin, anima esule e vibrante, esploratore di armonie visionarie.
La musica espressione ineffabile del pensiero di un’epoca di sommovimenti creativi costituenti il mobile presupposto spirituale della modernità. 

Interventi musicali
Ilaria Loatelli – pianoforte

In collaborazione con l’Accademia Filarmonica di Verona

Ingresso: € 8

Biografia

Tra i più affascinanti e incisivi protagonisti del nostro dibattito pubblico, dimostra fin da giovane una spiccata propensione per l’analisi filosofica. A vent’anni fonda un’importante rivista di estetica, Angelus Novus, a ventiquattro una di critica politica, Contropiano.
Negli anni ‘70, trentenne, pubblica i suoi primi libri: Pensiero negativo e razionalizzazione, Metropolis, Oikos, Krisis, ed è protagonista del dibattito filosofico sulle principali riviste. Con le pubblicazioni successive – Dallo Steinhof, Icone della legge, Dell’Inizio, Geofilosofia dell’Europa, L’Arcipelago, Della cosa ultima, Hamletica – si consolida tra i più considerati e originali filosofi contemporanei in ambito internazionale.
Tiene corsi e conferenze nelle più importanti sedi del dibattito filosofico; i suoi libri sono tradotti nelle principali lingue, alcuni pubblicati esclusivamente all’estero. Stretto collaboratore del Collège de Philosophie di Parigi, nel 1999 ha ricevuto il premio Hannah Arendt per la filosofia politica, nel 2002 quello dell’Accademia di Darmstadt per la diffusione della cultura tedesca, nel 2003 la laurea honoris causa in architettura dall’università di Genova, nel 2005 la Medalla de Oro del Circolo delle Belle Arti di Madrid. Ha fondato la Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, di cui è stato preside e in cui è professore emerito di Filosofia. È stato parlamentare italiano, europeo e sindaco di Venezia.
Tra le ultime pubblicazioni: Doppio ritratto. San Francesco in Dante e Giotto; Il potere che frena; Labirinto filosofico; Re Lear. Padri, figli, eredi; Dio nei doppi pensieri; Generare Di

Morgan-2018

21.30 – Teatro Romano

Morgan

Serata

Faber poeta in musica
(concerto su Fabrizio De André)

Verso per verso, nota per nota, il ritorno in volo di una nuvola barocca, rock e sinfonica, epica e lirica.
Evocazioni e rimandi poetici, i vecchi madrigali e le canzoni dei trovatori, gli immaginifici concept album; gli amici fragili nelle feritoie della notte, l’amore che viene e va, o perduto per sempre.
Le direzioni ostinate e contrarie del ribelle glamour e dell’anarchico poeta della canzone tornano a incrociarsi intorno al pathos della più emblematica arte poetica e musicale.

Platea posto numerato: € 26 (più prevendita)
Gradinata: € 18 (più prevendita)

Biografia

Cantautore eclettico, dandy irriverente ed eccentrico compositore, virtuoso polistrumentista e uomo di spettacolo, è tra le personalità più affascinanti dello show business, per l’estro, la cultura e l’atteggiamento spregiudicato del corsaro gallese da cui mutua il nome d’arte.
Talento precoce inizia a suonare la chitarra a sei anni, a nove compone la sua prima sonata per pianoforte, a sedici si guadagna da vivere suonando nei pianobar. Negli anni ‘80 coniuga il genere new romantic con la passione per il rock e studia pianoforte al Conservatorio.
Nel 1994 fonda i Bluvertigo. Nel 1995 esce il primo album Acidi e basi, seguito da Metallo non metallo nel 1997 e Zero nel 1999, anno in cui esce per Bompiani la sua raccolta di poesie Dissoluzione. Collabora come bassista al disco Gommalacca di Franco Battiato, per cui recita nel film Perduto amor. Nel 2002 apre con i Bluvertigo i concerti in Italia di David Bowie.
Nel 2003 debutta come solista con Canzoni dell’appartamento. Nel 2005 pubblica il remake dell’album di Fabrizio De André Non al denaro non all’amore né al cielo e collabora con Edoardo Bennato al disco La fantastica storia del Pifferaio Magico. Nel 2007 esce un nuovo album di inediti, Da A ad A, nel 2009 Il mio mondo, con brani di Piero Ciampi, Sergio Endrigo, Gino Paoli e nel 2010 Morganicomio – Morgan al suo meglio che raccoglie diciannove tra i suoi brani più famosi. Nel 2012 pubblica Italian Songbook Vol. 2, con classici italiani di prestigio internazionale.
Dal 2008 è protagonista di programmi televisivi quali X Factor e Le invasioni barbariche.

Ven.8 giugno

Jannacci-Serra

18.30 – Giardino Giusti

Michele Serra
Paolo Jannacci

Serata

Jannacci e quelli che…
(racconto con musica)

Fatti e misfatti dei cantori della satira surreale, da Piero Ciampi e Rino Gaetano a Walter Valdi, Dario Fo, Beppe Viola.
Su tutti, Enzo Jannacci.
Caposcuola al Derby, pioniere del rock ’n roll italico con Gaber, cardiologo stralunato della canzone che regola il battito del cuore con la cura del riso e della commozione.
L’insuperabile messa in scena del dramma e della comicità dell’esistenza.

Dialoga
Alcide Marchioro

Canzoni
Paolo Jannacci – voce e pianoforte

Ingresso: € 12

Bio Serra

Arguto, ironico, poliedrico, è tra i più vivaci e influenti scrittori e intellettuali italiani. Dopo la maturità classica, studente di lettere a soli vent’anni inizia l’attività giornalistica, con cronache e commenti tra i più svariati: il suo repertorio spazia dalle recensioni discografiche, alle rubriche sportive, agli appunti di viaggio, come in Tutti al mare, primo di molti libri di successo, tra cui la raccolta di racconti Il nuovo che avanza, quella di poesie Poetastro. Poesie per incartare l’insalata e il romanzo Il ragazzo mucca. Nel 2013 pubblica Gli sdraiati, visione di una nuova generazione agli occhi dei padri, nel 2015 Ognuno potrebbe, sull’ossessione dell’io. Ha fondato nell’89 il settimanale satirico Cuore, diretto fino al ‘94. Dal ‘96 collabora con Repubblica, come editorialista di punta e tenendo giornalmente una rubrica fissa nella pagina centrale delle opinioni, L’amaca, in cui commenta con acume e ironia vicende e costumi della nostra società. Collabora anche a L’Espresso, con la rubrica Satira preventiva, visionaria parodia di fatti e protagonisti dell’attualità.
È autore di spettacoli teatrali e televisivi. Per molti anni ha scritto i testi delle apparizioni tv e degli spettacoli di Beppe Grillo. Nel ‘93 partecipa al cast del programma Cielito lindo. Nel ‘97 debutta a teatro lo spettacolo Giù al nord, scritto per Antonio Albanese. È stato autore del programma condotto da Fabio Fazio Che tempo che fa.

Bio Jannacci

Estroso ed eclettico polistrumentista e compositore, è musicista jazz e autore di colonne sonore.
Si esibisce con diverse formazioni e nell’interpretazione di canzoni del padre Enzo. Tra le colonne sonore composte, ha ricevuto la nomination al David di Donatello per quella di Piccoli equivoci di Ricky Tognazzi ed è autore della canzone Che si fa per il film Somewhere di Sofia Coppola.

Goran-Bregovic

21.30 – Teatro Romano

Goran Bregovic

Serata

Three Letters from Sarajevo
(concerto)

Sonorità di frontiera, ritmi travolgenti e melodie intime e struggenti, l’irresistibile fascino di una festa tragica tra euforia e nostalgia.
L’eccentrica unicità di un’identità molteplice, fusione di tango e jazz, polifonie sacre ortodosse e rock.
Voluttà neoromantiche al ritmo balcanico del cosmopolitismo.
Dalla terra di nessuno arriva la musica di tutti, soffia come un vento di ricordi, danza come una frenesia di conciliazione.

Wedding and Funeral Orchestra
Goran Bregovic – chitarra, sintetizzatore, voce
Band gitana di fiati
Voci bulgare
Quartetto d’archi 

Platea posto numerato: € 42 (più prevendita)
Gradinata: € 28 (più prevendita)

Biografia

Maestro del melting pot musicale mondiale, tra i massimi compositori contemporanei, è autore e interprete di un’originale miscela in cui fonde Bartok e il jazz, ritmi slavi, melodie mediterranee e rock in un alternarsi di sonorità travolgenti e struggenti, solenni e toccanti.
Nella Sarajevo underground prebellica infiamma i giovani con il gruppo rock White Button, la formazione che lo accompagna per quindici anni e con cui vende più di sei milioni di dischi.
Il film Il tempo dei gitani segna nel 1989 l’inizio della collaborazione con Emir Kusturica, con cui conquista la fama internazionale con film come Arizona dream del 1993, Underground (Palma d’Oro a Cannes) nel 1995 e Gatto nero, gatto bianco nel 1998.
Negli anni ‘90 è autore anche delle celebri colonne sonore de La Regina Margot di Patrice Chéreau e di Train de vie di Radu Mihăileanu, vincitore dell’Oscar come migliore film straniero.
Collabora con esponenti di spicco di diverse culture musicali: da Iggy Pop a Cesaria Evora, da Ofra Haza a Scott Walker, da Setzen Aksu alla popolare cantante polacca Kayah.
Con la Wedding and Funeral Orchestra si esibisce annualmente in lunghe tournée da Londra a New York, dalla Mitteleuropa a Hong Kong, dal Messico all’Australia. Nel 2017 è uscito il nuovo album Three Letters from Sarajevo, concerto per tre violini solisti e orchestra.

Sab.9 giugno

Elio2

21.30 – Teatro Romano

Elio e le Storie Tese

Serata

Tour d’addio

Camaleonti che del sistematico trasformismo fanno una sfrontata bandiera e della sovversione dei generi un programma estetico.
Sull’orlo di una reunion all’apice dello scioglimento, lo sfoggio di un particolare commiato.
Nella migrazione trasgressiva tra i modelli il retaggio del nonsense dei maestri della canzone comica d’autore.

Platea posto numerato: € 48 (più prevendita)
Gradinata: € 26 (più prevendita)

Biografia

Il gruppo rock/pop più trasformista, spettacolare e ironico della scena musicale italiana nasce nel ‘79 per volontà di Stefano Belisari, nome d’arte Elio, che all’età di diciotto anni riunisce musicisti di rango attorno a un progetto rock- calembour destinato a evolversi e sfuggire alle etichette della critica. Ai testi pervasi di arguzie e nonsense, al mix di parodia e satira, il gruppo unisce un notevole virtuosismo strumentistico.
Divo-antidivo, il fondatore per alcuni anni gioca a non svelare la sua identità come un supereroe da fumetti decadente che punta alla coesione di un gruppo pervaso da una baldanza contagiosa e dal talento esecutivo. Nonostante i successi nelle esibizioni dal vivo, dall’85 all’87 la band non pubblica dischi, affidando a registrazioni pirata la diffusione della sua musica. Nel ‘89 spopola il primo album Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu. Nel ‘96 il gruppo si piazza secondo al festival di Sanremo con La terra dei cachi, Premio della critica “Mia Martini”. Nel ‘99 riceve a Dublino il premio come best italian act agli European Music Awards di MTV. Pubblica dieci album che ricevono il disco d’oro in Italia, numerosi live e compilation tratte direttamente dalle esibizioni dal vivo e vendute a fine concerto.
Il gruppo collabora a trasmissioni televisive, a Lupo solitario e L’araba fenice su Italia 1, a Mai dire Gol con la Gialappa’s Band e Zelig con Claudio Bisio, e dal ’93 alla trasmissione Cordialmente di Radio Deejay. Nel 2013 si piazza nuovamente secondo al Festival di Sanremo con La canzone mononota e rivince il Premio della critica “Mia Martini”.

Dom.10 giugno

Bollani2

21.30 – Teatro Romano

Stefano Bollani

Serata

Summertime in jazz
(dialoghi in musica)

Discussioni al pianoforte su mostri sacri e bellezze dissacranti di jazz, classica e canzone.
Nell’alternanza tra suono e narrazione, il talento funambolico del pianista si fonde con l’estro e l’ironia in una sorta di dialogo tra alieni capace di fare dell’eclettismo una specializzazione.
Un’escursione-incursione tra generi musicali senza limiti e confini per incontri ravvicinati di ogni tipo, alla scoperta del più misterioso degli universi, quello interiore, nelle sue più stravaganti e affascinanti espressioni.

Contrappunti dialoganti
Marco Ongaro

Platea posto numerato: € 26 (più prevendita)
Gradinata: € 18 (più prevendita)

Biografia

Pianista e compositore, è tra i maggiori jazzisti della scena internazionale con uno stile eclettico e ricco di citazioni musicali. Dopo una breve esperienza pop con Jovanotti si afferma come jazzista, collaborando con alcuni dei più grandi interpreti mondiali, come Lee Konitz, Chick Corea, Pat Metheny, Richard Galliano e Enrico Rava, col quale incide tredici dischi tra cui The Third Man.
In ambito classico si esibisce come solista con orchestre sinfoniche quali Gewandhaus di Lipsia e Filarmonica della Scala e con direttori come Zubin Mehta e Riccardo Chailly, con cui incide Rhapsody in Blue e Concerto in Fa di Gershwin vincendo il Disco di Platino.
Ironico, spigliato, colto, ama improvvisare con il pubblico e non disdegna originali collaborazioni come con Maurizio Crozza, Giuseppe Battiston, Lella Costa, e in ambito musicale con cantautori come Chico Buarque e Caetano Veloso e con artisti pop-rock italiani tra cui Irene Grandi.
È protagonista anche di apparizioni televisive, come nel programma Meno siamo meglio stiamo di Renzo Arbore, e autore e conduttore di Sostiene Bollani, con cui porta la musica live sul piccolo schermo. Nel 2016 è protagonista su Rai 1 di L’importante è avere un piano.
Per Radio Rai 3 è ideatore e conduttore della trasmissione Dottor Djembè: via dal solito tam tam, con David Riondino. È autore anche di numerose pubblicazioni, tra cui il romanzo La sindrome di Brontolo e nel 2017 Dialoghi tra alieni. Tra le produzioni discografiche più recenti: Big Band, Arrivano gli alieni, in cui si cimenta per la prima volta come cantautore, e nel 2018 Que Bom.
Ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti, tra cui il premio New Star Award della rivista giapponese Swing journal, l’Hans Koller European Jazz Prize come migliore musicista europeo, il Los Angeles Excellence Award per la cultura italiana nel mondo; nel 2007 è stato considerato musicista dell’anno dalla rivista americana All about jazz.