Festival della Bellezza

Verona 1/7 Giugno 2015

Lun.1

Bernard-Henry Levy

21.30 – Teatro Romano

Bernard-Henri Lévy

Serata

All’Hotel Europa con Dante, Kafka, Baudelaire

Le nouveau philosophe si aggira per le camere dei fondatori.
L’ineffabile entità creata dal gesto del pensiero.
Edificare e demolire come azioni simultanee: tra décadence e renaissance il passo è breve.
La mappa di un’idea interpretata nelle svolte di un percorso poetico.

Interventi musicali:
Kinder Klezmer Quartet

Dialoga:
Alcide Marchioro

Bio

Filosofo e artista eclettico, è tra i più noti e influenti intellettuali a livello internazionale.
Ha studiato con Jacques Derrida e Louis Althusser alla prestigiosa École Normale Supérieure di Parigi, in cui si laurea e diviene professore di filosofia.
All’attività didattica affianca quella di giornalista e saggista: ventenne inizia a collaborare a Combat, giornale fondato da Albert Camus, poco dopo a Le nouvel observateur e Temps modernes; nel 1990 fonda e dirige la rivista La Règle du jeu, che annovera tra gli editorialisti grandi scrittori come Amos Oz, Salman Rushdie, Claudio Magris, Mario Vargas Llosa. Collabora con prestigiose testate, tra cui il Corriere della Sera.
È fondatore e massimo esponente della Nouvelle philosophie, che intraprende nei primi anni ’70 una radicale critica al marxismo e al conservatorismo, ispirata ai pensatori illuministi, a Nietzsche, Foucault e ad autori liberali come Tocqueville.
Tra le sue pubblicazioni, La barbarie dal volto umano, Il testamento di Dio, L’ideologia francese, Elogio degli intellettuali, Questioni di principio, Il secolo di Sartre, Le avventure della libertà, American vertigo, Nemici pubblici.
È anche autore di un romanzo, Gli ultimi giorni di Charles Baudelaire (Prix Interallié 1988), del film Le Jour et la Nuit (selezionato al Festival di Berlino) e nel 2014 della pièce teatrale Hotel Europa

Mar.2

Umberto Galimberti

21.30 – Teatro Romano

Umberto Galimberti

Serata

La doppia vita

La concezione della natura di Goethe nel salotto di casa Schopenhauer, un incedere danzante di inesorabile potenza e distrazione.
“Vedi”, confida la vita a Nietzsche, “io sono il continuo necessario superamento di me stessa”.
Individuo e specie, l’ambigua convivenza delle due facce di un’insinuante volontà.
Tra filosofia e psicoanalisi, l’irriverente tragitto di un’introspezione spalancata sull’umano.

Momenti musicali:
Gloria Campaner – pianoforte

Bio

È tra i più prestigiosi filosofi contemporanei, autentico maître à penser.
Laureatosi con Emanuele Severino, ventenne si trasferisce a Basilea dove frequenta il grande filosofo esistenzialista Karl Jaspers, di cui è uno dei più considerati studiosi e interpreti.
È stato professore di antropologia culturale, psicologia dinamica e filosofia morale; attualmente insegna filosofia della storia all’università Ca’ Foscari di Venezia.
È membro dell’International Association for Analytical Psychology.
Ha collaborato con Il Sole 24 Ore, poi con Repubblica, di cui è tra i principali editorialisti, con articoli di approfondimento su grandi temi esistenziali di taglio filosofico, antropologico e psicosociale. Tiene inoltre una rubrica epistolare molto seguita su D, l’inserto del sabato del quotidiano.
Tra le sue pubblicazioni, tradotte nelle principali lingue europee, alcune anche in giapponese, classici della filosofia contemporanea sull’essenza del pensiero ‘greco’, ‘cristiano’ e ‘tecnico’, ricordiamo: Heidegger, Jaspers e il tramonto dell’Occidente; La terra senza il male. Jung: dall’inconscio al simbolo; Le cose dell’amore; Gli equivoci dell’anima; Il gioco delle opinioni; Parole nomadi; Psiche e techne; Orme del sacro; La casa di psiche; L’ospite inquietante; I miti del nostro tempo; Il segreto della domanda; Cristianesimo. La religione dal cielo vuoto.

Mer.3

Luigi Lo Cascio

18.30 – Polo Zanotto

Luigi Lo Cascio

Serata

Cento passi. Da Shakespeare andata e ritorno

“Le parole sono importanti”. Facondo e laconico, l’attore ammicca all’ambivalenza del senso, il linguaggio volubile ridefinisce il testo.
Immersioni nell’inventiva shakespeariana e nel kafkiano disincanto.
L’umorismo si insinua nel dramma.
La battuta e la maschera, due interfacce destinate a confondersi nel colloquio ironico tra naturalezza e finzione, spezzoni di film e fuoriscena improvvisi.

Dialogano:
Gaia Guarienti
Laura Peloso

Bio

Di grande personalità, colto, ironico e versatile, è protagonista del cinema d’autore e del teatro italiano contemporaneo.
Dopo gli studi di medicina, si diploma all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica con un saggio su Amleto, diretto dal maestro Orazio Costa. Già a inizio carriera, recita con alcuni tra i maggiori registi teatrali, tra cui Patroni Griffi e Cecchi.
L’esordio al cinema nel 2000 con Marco Tullio Giordana ne I cento passi, con il quale ottiene il David di Donatello come miglior attore protagonista. Con Giordana recita anche in altri film, tra cui La meglio gioventù, che gli vale il Nastro d’Argento. Nel 2001 con Luce dei miei occhi di Giuseppe Piccioni vince la Coppa Volpi come miglior interpretazione maschile al Festival di Venezia.
È interprete con altri grandi registi, come Marco Bellocchio, Cristina Comencini, Mario Martone, Spike Lee, Francesca Archibugi, Giuseppe Tornatore, Paolo Virzì, Pupi Avati. Tra le sue interpretazioni: Il più bel giorno della mia vita; Buongiorno, notte; La bestia nel cuore; Il capitale umano; I nostri ragazzi.
Esordisce alla regia nel 2012 con La città ideale, premiato al Festival del Cinema di Venezia.
Al cinema affianca l’attività teatrale: nel 2005 dirige e interpreta Nella tana, monologo tratto dall’ultimo racconto di Kafka, per cui vince il Premio Ubu come miglior attore, premio rivinto l’anno successivo con uno spettacolo diretto da Luca Ronconi. Nel 2014 è autore di una riscrittura di Otello, di cui è regista e interprete.
Di lui hanno detto: “Fosse americano, sarebbe il nuovo Dustin Hoffman o Al Pacino”.

Philippe Daverio

21.30 – Teatro Romano

Philippe Daverio

Serata

Il secolo spezzato delle avanguardie

La contorsione della modernità nell’immaginario di frontiera che altera la visione delle cose.
Ansia futurista che spara nel futuro cui cerca di dare rappresentazione.
La joie de vivre, tra tacco e punta.
Sovversivi e sfrontati: a torso nudo a fumare Gauloises con Pablo tra Guernica, Marie-Thérèse e Dora, a sbirciare ragazzine sotto la gonna con il nobile Balthus.
Rivoluzione plastica carica di significato, priva di contenuto. “Dettato del pensiero, in assenza di ogni controllo”.
La gabbia è aperta, ogni fantasia è liberata.

Interventi musicali:
Edoardo Strabbioli – pianoforte

Danza:
Chrono Ballet

Bio

Istrionico, intuitivo, di grande cultura e personalità, è il più estroso e originale critico e storico dell’arte, con una capacità di connessione tra i diversi ambiti culturali senza eguali nel panorama contemporaneo.
Nato a Mulhouse, in Alsazia, dopo aver conseguito il baccalaureato francese compie gli studi universitari alla Bocconi. Mercante d’arte, fonda e dirige importanti gallerie a Milano e New York ed è editore di libri di critica e documentazione artistica. Assessore alla cultura e alle relazioni internazionali del Comune di Milano dal 1993 al 1997 organizza mostre di grande successo.
Collaboratore di numerose riviste, direttore di Art e dossier, scrive per il Corriere della Sera e Il Sole 24 Ore. Tra le sue pubblicazioni: Arte stupefacente: da Dada alla Cracking art; Il design nato a Milano: storia di ragazzi di buona famiglia; Il museo immaginato; Il lungo secolo della modernità; Guardar lontano Veder vicino. Nel 2014 pubblica Il secolo spezzato delle avanguardie.
Dopo esser stato inviato della trasmissione Art’è e conduttore di Art.tu, per dieci anni su Rai3 è ideatore e conduttore della trasmissione Passepartout, brillante format di successo sull’arte, la storia e l’antropologia culturale. Nel 2011 ha condotto Emporio Daverio su Rai5, nel 2012 su Rai3 Il Capitale di Philippe Daverio.
Docente di Disegno Industriale all’università di Firenze, nel 2011 ha fondato il movimento d’opinione “Save Italy”, per sensibilizzare alla tutela del patrimonio culturale italiano. Dal 2014 è direttore artistico del Museo del Duomo di Milano.

Gio.4

Michele Serra

18.30 – Teatro Romano

Michele Serra

Serata

Satira preventiva

Se la prevenzione è meglio della cura, l’intuizione sagace su episodi portati a deflagrazione può scongiurare sbadate neutralità.
Il paradosso diventa regola, l’inversione si mostra come l’unica direzione assennata.
Parole esatte e incisive salvano lo spirito da rovinose banalità.
Una risata ci disseppellirà.

Interventi musicali:
Wood Quartet

Dialogano:
Alcide Marchioro
Elena Galletti

Bio

Arguto, ironico, poliedrico, dallo stile raffinato e di profonda cultura, è tra i più vivaci e influenti intellettuali italiani.
Dopo la maturità classica, studente di lettere nel ‘75 a soli vent’anni inizia l’attività giornalistica, con cronache e commenti tra i più svariati: il suo repertorio spazia dalle recensioni discografiche, alle rubriche sportive, agli appunti di viaggio, come in Tutti al mare, celebre giro d’Italia in Panda, primo di molti libri di successo, tra cui la raccolta di racconti Il nuovo che avanza, quella di poesie Poetastro. Poesie per incartare l’insalata e il romanzo Il ragazzo mucca. Nel 2013 pubblica Gli sdraiati, visione introspettiva, con caustico humour e tenerezza, di una nuova generazione agli occhi dei padri.
Ha fondato nell’89 il settimanale satirico Cuore, diretto fino al ‘94. Dal ‘96 collabora con Repubblica, come editorialista di punta e tenendo giornalmente una rubrica fissa nella pagina centrale delle opinioni, L’amaca, in cui commenta con acume e sofisticata ironia vicende e costumi della nostra società. Collabora anche a L’Espresso, con la rubrica Satira preventiva, visionaria parodia di fatti e protagonisti del mondo culturale e politico.
È autore di spettacoli teatrali e televisivi. Per molti anni ha scritto i testi delle apparizioni tv e degli spettacoli di Beppe Grillo. Nel 93 partecipa al cast del programma Cielito lindo. Nel ‘97 debutta a teatro lo spettacolo Giù al nord, scritto per Antonio Albanese. Dal 2003 è autore del programma condotto da Fabio Fazio su Rai3 Che tempo che fa.

Fabrizio Gifuni

21.30 – Teatro Romano

Fabrizio Gifuni

Serata

Gadda e il teatro, un atto sacrale di conoscenza
(spettacolo teatrale)

In scena un corpo a corpo con la lingua più sconvolgente del Novecento.
Neologismi, vortici lessicali, lo stile più elevato a meglio esprimere le universali miserie.
Il temperamento di fuga e le sproporzionate frane di umori.
“Elucubra, macina, rimugina, s’imbestialisce, sghignazza, trema”.
La lirica oscura della tragedia umana tra fissazioni, sussulti e mordaci monologhi interiori.
Grande prova d’attore su un grande scrittore che mette alla prova.

Bio

Intenso e magnetico, è tra i più affermati attori di cinema e teatro.
Diplomato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica, esordisce a teatro con rinomati registi: nell’Elettra di Euripide con Castri, in Macbeth con Sepe. Ideatore e interprete di numerosi spettacoli, realizza con Giuseppe Bertolucci il progetto Gadda e Pasolini, antibiografia di una nazione, con gli spettacoli Na specie de cadavere lunghissimo; L’Ingegner Gadda va alla guerra o della tragica istoria di Amleto Pirobutirro (Premio Ubu come miglior spettacolo e miglior attore dell’anno); Gadda e il teatro, un atto sacrale di conoscenza. Registra la lettura di due loro classici: Quer pasticciaccio brutto di Via Merulana nel 2012, Ragazzi di vita nel 2014. Del 2013 è lo spettacolo Lo straniero, un’intervista impossibile, dal romanzo di Albert Camus.
Ha recitato in più di trenta film, con alcuni tra i maggiori registi contemporanei: Gianni Amelio (Così ridevano), Marco Tullio Giordana (La meglio gioventù), Andrea Molaioli (La ragazza del lago), Giuseppe Bertolucci (L’amore probabilmente). Ha interpretato De Gasperi nel film di Liliana Cavani, Basaglia in C’era una volta la città dei matti, Moro in Romanzo di una strage.
Nel 2013 è protagonista del film di Paolo Virzì Il Capitale umano. “Incarna il personaggio con torva esattezza di sguardi, padronale volgarità di gesti, tuttavia sempre eleganti, mai caricaturale, millimetrico nel passo brutale”. Per l’interpretazione ottiene il David di Donatello e il Nastro d’argento come miglior attore.
Tra gli altri premi: Rivelazione europea al Festival di Berlino, il Globo d’oro, Premio De Sica, Premio Flaiano, Premio Fellini, Premio Gian Maria Volonté.

Ven.5

Mario Brunello

18.30 – Giardino Giusti

Mario Brunello

Serata

Bach, toccate, fughe, silenzi
(dialogo-concerto)

Dal silenzio scaturisce la musica e a quello ritorna, armonia di suoni e pause, sorgente di vibrazioni e ritmi.
Da Bach a Cage, la ricerca ossessiva di un equilibrio esatto nella grafia muta così prossima al silenzio, “respiro degli dei”.
L’attimo fatale prima che la musica risuoni, il legno vivo, l’acciaio sottile e teso, microcosmo antico dove un sogno d’arte evoca il soffio vitale.

Dialoga:
Angelo Foletto

Bio

Violoncellista d’eccellenza, è ideatore di progetti che coinvolgono protagonisti di diverse forme d’arte.
È il primo artista italiano a vincere il Concorso Čajkovskij di Mosca, che lo proietta sulla scena internazionale. Viene invitato dalle più prestigiose orchestre (London Philharmonic, Mahler Chamber Orchestra, Filarmonica della Scala, NHK Symphony di Tokyo), si esibisce con grandi direttori (Claudio Abbado, Zubin Mehta, Antonio Pappano, Riccardo Chailly, Valery Gergiev, Riccardo Muti) e nell’ambito della musica da camera collabora con celebri artisti, tra cui Martha Argerich, Frank Peter Zimmermann, Maurizio Pollini. È Accademico di Santa Cecilia.
Nel 1994 fonda l’Orchestra d’Archi Italiana, con la quale ha un’intensa attività in Italia e all’estero sia come solista che come direttore d’orchestra.
È autore di iniziative sperimentali tra generi musicali e teatro, ideate nello spazio Antiruggine, insieme ad artisti come Uri Caine, Paolo Fresu, Marco Paolini, Stefano Benni, Moni Ovadia, Vinicio Capossela.
L’ampia discografia, di successo internazionale, include opere dei maggiori compositori classici e contemporanei. Deutsche Grammophon ha pubblicato il Triplo Concerto di Beethoven diretto da Claudio Abbado e Egea Records gli ha dedicato la collana Brunello Series. Il suo ultimo cd, per Emi, contiene la registrazione live del Concerto di Dvorak con l’Accademia di Santa Cecilia diretta da Antonio Pappano.
Tra le pubblicazioni, Fuori con la musica (Rizzoli, 2011) e Silenzio (il Mulino, 2014).
Suona un prezioso violoncello Maggini dei primi del Seicento.

Luca Carboni

21.30 – Teatro Romano

Luca Carboni

Serata

Fisico & politico
(concerto)

L’impeto rock intona note avvolgenti su un drappo di seta sonora.
Dettagli universali e timidezze sfrontate tra intimi riverberi incisi sullo specchio.
Spontanea e confidenziale, l’energia corre negli amplificatori: tenera è la notte, fragoroso il domani.
Sarà un uomo.

Bio

Cantautore rock dal tratto intimista, riflessivo, ironico.
Da bambino studia pianoforte e chitarra, adolescente costituisce un gruppo rock, con cui incide il primo disco. Autore di canzoni per gli Stadio, a ventidue debutta come cantautore con l’album Intanto Dustin Hoffman non sbaglia un film, con la collaborazione di Lucio Dalla. Segue l’album Forever, con il singolo Sarà un uomo, suo primo successo.
Nell’87 esce Luca Carboni, con il quale si afferma come interprete di pensieri e inquietudini generazionali, celebri le canzoni Vieni a vivere con me, Farfallina, Silvia lo sai; vende 700.000 copie, raggiunge il vertice della classifica in cui rimane per più di un anno. L’album successivo, Persone silenziose, è più lirico e acustico, con venature nostalgiche come nel pezzo d’apertura Primavera. Nel ’92 pubblica Carboni, con hit come Mare mare, La mia città, Ci vuole un fisico bestiale, Le storie d’amore; ottiene il riconoscimento di miglior cantante a Viva la voce, l’album vende oltre un milione di copie. A fine anno si esibisce in otto concerti insieme a Jovanotti, inizio di un lungo sodalizio. Tra gli album successivi, LU*CA, …le band si sciolgono, Senza titolo. Nel 2009 pubblica Musiche ribelli, rilettura di brani degli anni ’70 di artisti come Jannacci, De Gregori, Bennato, Dalla, Guccini.
Nel 2013 esce Fisico & politico, con tre brani inediti (tra cui quello che dà il titolo all’album) e nove suoi successi riarrangiati e riproposti in duetto con altri artisti, tra cui Franco Battiato, Elisa, Tiziano Ferro, Cesare Cremonini, Biagio Antonacci, Jovanotti, Samuele Bersani.
Per l’album ottiene quattro nomination ai World Music Awards 2014, tra cui miglior album, miglior artista e miglior interprete live.

 

Sab.6

Alberto Arbasino

18.30 – Giardino Giusti

Alberto Arbasino

Serata

Ritratti italiani

Eminenze variopinte, classificate con precisione, a formare l’affresco culturale di una nazione.
Da Fellini a Gadda, Flaiano e Puccini, i primattori di una cultura controversa per natura, lungo l’ondeggiante scala a pioli che ne segna la verticalità.
Con scettica sensibilità, il ritratto di soggetti aurei in una luce intima e implacabile.

Interventi musicali:
Beppe Zorzella Trio Jazz

Dialoga:
Marco Ongaro

Bio

“Venerato Maestro” della letteratura italiana, eccentrico e sofisticato, disincantato e sarcastico, è considerato tra i più grandi scrittori a livello internazionale dell’ultimo mezzo secolo, un classico contemporaneo.
Laureato in giurisprudenza, inizia giovanissimo a collaborare con prestigiose riviste, tra cui Nuovi argomenti, Il Verri e Paragone, che nel ’55 pubblica il suo primo racconto Distesa estate. Nel ’57 pubblica il primo libro, Le piccole vacanze, segue nel ’59 L’anonimo lombardo e nel ’60 Parigi o cara, raccolta di reportage scritti per Il Mondo.
Di cultura cosmopolita ed eclettica, trasgressivo e sperimentale, con un raffinato humour e uno stile brillante, è la personalità di maggior spicco e talento della neoavanguardia del “Gruppo 63” ed è tra i protagonisti di una nuova stagione della letteratura italiana, autentico erede di Carlo Emilio Gadda.
È stato collaboratore de Il Giorno e del Corriere della Sera e dal 76 editorialista di Repubblica.
Ha scritto numerosi saggi, pamphlet, racconti e romanzi, tra cui Fratelli d’Italia, Off-Off, Super-Eliogabalo, Sessanta posizioni, La bella di Lodi, Mekong, Paesaggi italiani con zombi, Le Muse a Los Angeles, Marescialle e libertini, L’ingegnere in blu, La vita bassa, Rap!, America amore. Nel 2014 pubblica Ritratti italiani, galleria intimista, ironica e tagliente di icone della cultura italiana del 900.
Ha condotto un programma tv, Match, nel 77 su Rai2, ed è stato anche regista di opere liriche e parlamentare come indipendente del Partito Repubblicano.
Alla sua opera sono stati dedicati due volumi dei prestigiosi Meridiani di Mondadori.

Paolo Sorrentino

21.30 – Teatro Romano

Paolo Sorrentino

Serata

La grande bellezza

L’estetica della dissipazione, la moralità dell’immoralista.
False partenze, divagazioni, scorciatoie: l’indolenza delle illusioni.
Arguti deliqui, l’eloquenza. Sentenze alla Oscar Wilde, battute definitive alla Céline.
La nostalgia del tempo perduto: il nonsense della vita è uno spettacolo non immune alla bellezza.

Dialoga:
Alessandra Zecchini

Bio

Tra i massimi artisti contemporanei, visionario e enigmatico “frequentatore del ricordo”, autentico erede di Fellini.
Esordisce alla regia nel 2001 con L’uomo in più, presentato al Festival di Venezia, vince vari premi tra cui il Nastro d’Argento per il miglior regista esordiente. Il successo internazionale arriva nel 2004 con Le conseguenze dell’amore, suo primo film culto, nomination alla Palma d’oro al Festival di Cannes e vincitore di 5 David di Donatello (film, regista, sceneggiatura, fotografia e a Toni Servillo come attore protagonista). Seguono nel 2006 L’amico di famiglia (nomination Palma d’oro a Cannes) e nel 2008 Il Divo, Premio della giuria a Cannes e vincitore di 3 Nastri d’Argento. Nel 2011 prima produzione internazionale con This Must Be the Place, protagonista Sean Penn, premio della giuria ecumenica a Cannes e Nastro d’Argento per la miglior regia.
Nel 2013 esce La grande bellezza, film che lo consacra tra i grandi del cinema mondiale; ottiene tutti i maggiori riconoscimenti internazionali, tra cui il premio Oscar, il Golden Globe, il Bafta, 4 European Film Awards, 9 David di Donatello e 5 Nastri d’Argento.
A maggio 2015 esce Youth, con Michael Caine e Harvey Keitel, nomination alla Palma d’oro a Cannes.
Tra i prestigiosi premi ricevuti come regista e sceneggiatore, 2 European Awards, 5 David di Donatello, 5 Nastri d’Argento, 6 Ciak d’oro.
È anche romanziere, di talento e successo: nel 2010 ha pubblicato Hanno tutti ragione (candidato al Premio Strega), nel 2012 Tony Pagoda e i suoi amici.

Dom.7

Jasmine Trinca

18.30 – Palazzo Giusti

Jasmine Trinca

Serata

Il grande sogno

Nella Stanza del figlio cresce La meglio gioventù.
Da Nanni Moretti a Sean Penn, tra stile e talento: sventatezza e saggezza, disinvoltura ed eleganza si tagliano sul fotogramma, nella grazia ambigua di un sorriso socchiuso.

Dialoga:
Roberto Bechis

Bio

Espressiva, sensibile, spontanea, è tra le attrici di maggior talento e personalità del cinema internazionale.
Studentessa al liceo classico, viene scelta da Nanni Moretti per La stanza del figlio (2001). È un grande successo: il film ottiene la Palma d’oro al Festival di Cannes, lei il Ciak d’oro, il Globo d’oro e il Premio Biraghi ai Nastri d’Argento. Nel 2003 recita ne La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana, ricevendo il Nastro d’Argento come miglior attrice, nel 2005 in Romanzo criminale e in Manuale d’amore. Nel 2006 torna a recitare per Nanni Moretti ne Il caimano; l’anno dopo interpreta a fianco di Kim Rossi Stuart Piano, solo. Nel 2009 è protagonista de Il grande sogno di Michele Placido, vincendo il Premio Marcello Mastroianni al Festival di Venezia come miglior interprete emergente.
Tra le ultime interpretazioni: nel 2013 è protagonista di Un giorno devi andare di Giorgio Diritti e di Miele di Valeria Golino; per entrambe le interpretazioni ottiene il Nastro d’Argento come miglior attrice protagonista e la nomination ai David di Donatello. Nel 2015 è nel cast di Meraviglioso Boccaccio dei fratelli Taviani ed è protagonista con Riccardo Scamarcio di Nessuno si salva da solo di Sergio Castellitto.
Ha recitato anche per registi stranieri: per Bertrand Bonello in L’Apollonide e in Saint Laurent, per Emmanuel Mouret in Une autre vie e per Pierre Morel nel 2015 in The Gunman, con Sean Penn e Javier Bardem.

Massimo Cacciari

21.30 – Teatro Romano

Massimo Cacciari

Serata

Re Lear

Maschera e messa in scena, apocalisse e destino, orgoglio e inganno.
La rinuncia all’autorità per un amore dovuto, verso l’onda del naufragio.
Vocazione di padre e invocazione di erede in cieca collisione.
Il filosofo e il drammaturgo si scambiano gli abiti sugli indizi della sfortuna di un’eredità anticipata.

Letture:
Marco Ongaro

Interventi musicali:
Stefano Benini – flauto
Diane Peters – arpa
Sbibu – percussioni

Bio

Tra i più affascinanti e incisivi protagonisti del nostro dibattito pubblico, dimostra fin da giovanissimo una spiccata propensione per l’analisi filosofica.
Ventenne, fonda un’importante rivista di estetica, Angelus Novus, a ventiquattro una di critica politica, Contropiano.
Negli anni settanta, trentenne, pubblica i suoi primi libri: Pensiero negativo e razionalizzazione, Metropolis, Oikos, Krisis, ed è protagonista del dibattito filosofico sulle principali riviste.
Con le pubblicazioni successive – Dallo Steinhof, Icone della legge, Dell’Inizio, Geofilosofia dell’Europa, L’Arcipelago, Della cosa ultima – si consolida tra i più considerati e originali filosofi contemporanei in ambito internazionale.
Ha tenuto corsi e conferenze nelle più importanti sedi del dibattito filosofico; i suoi libri sono tradotti nelle principali lingue, alcuni pubblicati esclusivamente all’estero. Stretto collaboratore del Collège de Philosophie di Parigi, nel 1999 ha ricevuto il premio Hannah Arendt per la filosofia politica, nel 2002 quello dell’Accademia di Darmstadt per la diffusione della cultura tedesca, nel 2003 la laurea honoris causa in architettura dall’università di Genova, nel 2005 la Medalla de Oro del Circolo delle Belle Arti di Madrid.
Ha fondato la Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, di cui è stato preside e in cui è Ordinario di Estetica.
È stato parlamentare italiano, europeo e sindaco di Venezia.
Tra le ultime pubblicazioni, Doppio ritratto. San Francesco in Dante e Giotto; Il potere che frena; Labirinto filosofico.